Condannato in primo grado a 12 anni di reclusione per associazione mafiosa, era poi stato assolto in Appello con formula piena. Gli avvocati: «Profonda soddisfazione ma resta l’amarezza per quanto successo»
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Gli avvocati Armando Veneto, Vincenzo Maiello e Giuseppe Macino, nonché i condifensori Antonina Ventra e Clara Veneto, esprimono «profonda soddisfazione per la decisione della Corte di Appello di Reggio Calabria che ha revocato la confisca di tutti i beni del signor Annunziata e dei suoi familiari che era stata disposta dal Tribunale ed ha anche rigettato la richiesta di applicazione di misura personale». È quanto si legge in una nota degli stessi legali.
Alfonso Annunziata, imprenditore di origini campane residente da molti anni a Gioia Tauro, era stato condannato in primo grado a 12 anni di reclusione per associazione mafiosa. Sentenza poi ribaltata in Appello, con un’assoluzione per non aver commesso il fatto.
Gli avvocati «osservano – prosegue la nota – che questa decisione prende atto di quanto già affermato dalla Corte di Appello nel processo penale che aveva assolto Annunziata dalla infamante accusa di partecipazione alla ‘ndrangheta, avendo rilevato che il processo aveva accertato non solo la totale estraneità di Annunziata a contesti malavitosi, ma aveva ritenuto provata la sua condizione di vittima della ‘ndrangheta».
«La soddisfazione per il risultato raggiunto – concludono i legali – non può annullare le sofferenze, le amarezze e i danni economici ed imprenditoriali che si sono accompagnati ad accuse tanto gravi quanto infondate, per le quali il signor Annunziata ed i suoi familiari hanno dovuto lottare per 10 anni».