VIDEO | Il messaggio del ministro intervenuto per l’inaugurazione della nuova caserma dei carabinieri in un bene confiscato: «A questa terra non mancano le risorse per affrancarsi dal crimine organizzato»
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È toccato al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi rappresentare il Governo e portare i saluti della premier Giorgia Meloni, che - ha detto - «avrebbe voluto essere qui e solo a causa di complesse vicende di politica internazionale, com’è noto, è stata trattenuta a Roma». Piantedosi ha parlato dal palco allestito nell’anfiteatro di Limbadi, dove questo pomeriggio è stata inaugurata la nuova caserma dei carabinieri, realizzata in un immobile confiscato alla ‘ndrangheta nel 2005. E di mafia ha parlato il responsabile del Viminale, dicendo che «il Governo è consapevole che un territorio in mano alla mafia non è libero, i suoi cittadini non sono liberi, perché le loro scelte sono sempre influenzate da forme di condizionamento».
«Le mafie – ha aggiunto - impoveriscono i territori in cui operano a favore di pochi che prosperano e si arricchiscono a discapito della collettività». Per il ministro, la risposta a tutto ciò «passa anche attraverso presidi di sicurezza come questo che inauguriamo oggi, che contribuiscono ad accrescere nei cittadini la forza di contrastare ogni forma di condizionamento mafioso».
«Sul tema del contrasto alla criminalità organizzata - ha rimarcato il ministro - c'è un impegno corale di questo Governo, basti pensare che da due anni e mezzo a questa parte sono state arrestati 95 latitanti pericolosi, di cui 29 appartenenti proprio alla ‘ndrangheta. Sono state sequestrate alle mafie beni per circa 3 miliardi di euro di cui oltre 700 milioni alla ‘ndrangheta». Poi, sottolineando quanto aveva già detto poco prima il presidente della Regione Roberto Occhiuto, Piantedosi ha ribadito che «il grande affarismo della ‘ndrangheta calabrese proietta le sue propaggini all'estero. ma purtroppo la radice di questo disonore resta qui».
Tornando sul motivo specifico della sua visita – l’inaugurazione della nuova caserma in un bene confiscato – il ministro dell’Interno ha ricordato che «sono stati confiscati beni per un valore di oltre 2 miliardi e 200 milioni di euro e, solo all'ndrangheta, beni per circa 680 milioni».
«Quindi - ha proseguito - riappropriarsi di ciò che le consorterie hanno sottratto con la violenza e l'intimidazione rappresenta una straordinaria opportunità per la rinascita dei territori e delle comunità dove sono collocati questi beni. Oggi lo Stato, con questa cerimonia, festeggia il risultato di un'importante battaglia, dimostrando che la lotta alla criminalità organizzata rappresenta un'assoluta priorità per tutti noi». Nel complesso, solo in Calabria sono 3.704 i beni confiscati e destinati, di questi 3.031 sono stati trasferiti al patrimonio degli Enti territoriali. «Numeri significativi – ha insistito il ministro - che danno conto di una restituzione di ricchezza alla collettività, di un investimento importante a beneficio dell'interesse comune».
La conclusione del suo intervento la dedicato alla Calabria, «una terra solida e prospera a cui non mancano le risorse per affrancarsi definitivamente dai tentativi di prevaricazione della ‘ndrangheta».
«Il presidio che oggi inauguriamo – ha chiosato Piantedosi - è un appiglio in più per costeggiare e sostenere il cammino coraggioso dei calabresi nella riappropriazione totale del proprio territorio, rendendo attrattivi i territori e dando ai giovani l'opportunità di realizzarsi anche nel luogo dove si è nati».