Nelle carte dell’inchiesta della Dda di Catanzaro spuntano le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Francesco Farao, il quale chiama in causa anche Giorgio Greco
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Un investimento da quasi un milione di euro per la costruzione di un nuovo supermercato a Cariati potrebbe essere stato fortemente condizionato dalla cosca Farao-Marincola, operante nel territorio di Cirò Marina. È quanto emergerebbe dalle dichiarazioni di un imprenditore e di un collaboratore di giustizia, entrambi ascoltati nel corso di un’indagine condotta dalla Polizia di Stato e coordinata dalla Dda di Catanzaro, riguardo alla presunta cosca Greco di Cariati.
Cariati, il contesto dell'indagine
Al centro dell’attenzione degli investigatori vi sarebbe la realizzazione di un supermercato a Cariati, completato intorno al 2015-2016, per un importo complessivo di circa 1,7 milioni di euro. I lavori sarebbero stati affidati formalmente a una ditta, che avrebbe curato ogni fase del progetto, inclusa la selezione dei terreni e la successiva assegnazione degli appalti. A collegare l'opera alla criminalità organizzata sarebbero però state le dichiarazioni rese dal collaboratore Francesco Farao, il quale avrebbe svelato un intreccio di interessi tra la cosca e alcuni imprenditori locali.
I soggetti coinvolti
Secondo quanto dichiarato, l’imprenditore avrebbe rinunciato alla provvigione sul reperimento dei terreni pur di ottenere l’intero appalto, stimato in circa 1,7 milioni di euro. I terreni sarebbero stati ceduti da un uomo a una società immobiliare. A detta del collaboratore Francesco Farao, invece, a gestire realmente il processo sarebbero stati esponenti apicali della cosca Farao-Marincola, oltre a un dipendente del supermercato, poi licenziato nel 2016.
Le accuse ipotizzate
Dalle ricostruzioni emerge un possibile quadro di truffa ai danni della società immobiliare, associazione mafiosa, favoreggiamento e illecita concorrenza. Il collaboratore avrebbe riferito che il prezzo del terreno fu gonfiato di 50 mila euro, somma che sarebbe stata spartita tra Farao e altri due soggetti. A questi si aggiungerebbe l’imposizione, tramite pressioni mafiose, di una ditta di calcestruzzi cariatese per l’esecuzione dei lavori, in cambio del sostegno economico garantito dalla famiglia del costruttore ai detenuti del clan.
Supermercato a Cariati, le dichiarazioni
Durante l’interrogatorio, l’imprenditore avrebbe dichiarato: «In passato, intorno al 2015, abbiamo realizzato il 100% del punto vendita di Cariati, per il quale ho anche reperito il terreno su cui è stato edificato, poiché conoscevo il proprietario». E ancora: «Nel caso di Cariati ho rinunciato alla commissione in cambio dell’affidamento del 100% dei lavori, al fine di non dover avere a che fare con ditte esterne».
Secondo il collaboratore di giustizia Francesco Farao, «Giorgio Greco è da tempo il referente criminale su Cariati della cosca Farao, la famiglia Greco è stata ricompensata con l’assunzione del figlio di Giorgio Greco presso la macelleria del nuovo supermercato di Cariati». Il pentito Farao avrebbe poi riferito che l’acquisto dei terreni venne pilotato: «Si accordarono per far lievitare il prezzo della vendita dei terreni».
La società immobiliare, secondo Farao, «si impegnò ad acquistare i terreni per una maggiorazione di 50mila euro». Riguardo ai lavori, «fecero in modo che ad occuparsi della costruzione fosse» la ditta di calcestruzzi cariatese «per un valore di almeno 800mila euro». E aggiunge che il costruttore «e i suoi figli non sarebbero mai riusciti a guadagnare la commessa» con la società del supermercato «senza l’aiuto di noi cirotani».
Le verifiche degli investigatori
Gli accertamenti della Polizia avrebbero confermato la cessione alla società Immobiliare, nonché l'interruzione del rapporto di lavoro nel 2016 tra il dipendente e il noto marchio del settore della grande distruzione alimentare. Inoltre, risulterebbe che il 31 marzo 2016 l’imprenditore stipulò un contratto di subappalto con l’azienda di calcestruzzi cariatese. L’importo pattuito fu di 933.191,92 euro, poi scontato a 900mila euro netti.