Omicidio di Soumaila Sacko, pericolo di fuga. Scattano fermo e manette per l'indagato

Il provvedimento a carico di Antonio Pontoriero è stato eseguito questa notte dai carabinieri alla presenza del pm titolare dell'inchiesta. Si attende l'esito degli accertamenti scientifici affidati al medico legale, al perito balistico e al Ris di Messina

di Redazione
7 giugno 2018
11:48
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La Procura di Vibo Valentia ravvisa il pericolo di fuga dell’indagato. E così Antonio Pontoriero (in foto), 43enne di San Calogero finito sott’inchiesta per l’omicidio di Soumaila Sacko, viene sottoposto a fermo d’indiziato di delitto. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri, alla presenza del pm Ciro Luca Lotoro, questa notte. Tutto ciò mentre si attende l’esito dell’esame autoptico affidato al medico legale Katiuscia Bisogni. Quindi la relazione del perito balistico Fernando Mancino.


La Procura e i carabinieri di Vibo Valentia avranno così a disposizione la fotografia di quanto accaduto la sera del 2 giugno all’interno della ex Fornace di San Calogero, teatro dell’omicidio del 29enne maliano, attivista dell’Unione sindacale di base contro lo sfruttamento dei migranti, che con due compagni cercava lamiere per costruire ripari di fortuna nella vecchia tendopoli.


Decisivi, però, nell’inchiesta sul delitto balzato all’attenzione della cronaca nazionale, che vede quale unico indagato appunto il commerciante di laterizi di San Calogero, saranno i rilievi che il Ris di Messina effettuerà sulla Fiat Panda bianca vecchio modello, identica a quella che i due africani sopravvissuti hanno riferito essere stata in uso all’attentatore, sui vestiti, compresi quelli recuperati nella lavatrice della sua abitazione dai militari dell’Arma a sole cinque ore dalla fatale sparatoria, e il risultato dello stub.

 

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