Inchieste sugli appalti, Adamo denuncia al Csm il procuratore Gratteri: «Lede la mia dignità»

L’ex consigliere regionale, già vice presidente della Giunta Loiero, attualmente esponente Pd più vicino a Oliverio ha dichiarato in una nota stampa di aver presentato un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura contro il procuratore della Repubblica di Catanzaro in relazione alle modalità di comunicazione adottate dalla Procura relativamente alle inchieste Lande desolate e Passepartout, nelle quali è coinvolto

di Redazione
3 giugno 2019
18:58
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L’ex consigliere regionale Adamo e il procuratore Gratteri
L’ex consigliere regionale Adamo e il procuratore Gratteri

In merito alle inchieste sugli appalti denominate Passepartout e Lande desolate, l’ex consigliere regionale Nicola Adamo ha presentato un esposto nei confronti del procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri. Lo comunica il diretto interessato in una nota stampa nel precisare: «L’informazione pubblica che i magistrati inquirenti svolgono sulle attività di indagine deve sempre  rispettare il principio di presunzione di non colpevolezza e la dignità dei soggetti coinvolti, ormai  patrimonio condiviso, anche in ambito europeo. Le recenti modalità di comunicazione che hanno  caratterizzato la “presentazione” dei procedimenti denominati “Lande desolate” e “Passepartout”  - aggiunge - mi hanno indotto a formalizzare un esposto nei confronti del procuratore Gratteri, indirizzato al presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, al procuratore generale alla Corte di Cassazione ed al procuratore generale alla competente Corte di Appello».

 

Adamo, considerato storico “braccio destro” del presidente della Regione Mario Oliverio ribadisce: «Questa mia doverosa iniziativa non ha nulla a che vedere con il  merito della vicenda rispetto al quale, come sempre, non mi sottrarrò all’accertamento dei fatti per  difendere la mia totale innocenza. Con i miei legali, Ugo Celestino e Fabio Viglione – sostiene - mi difenderò  nel processo e non dal processo, nel pieno rispetto delle regole e con la fiducia che ciascun  cittadino deve nutrire nel lavoro dell’Autorità Giudiziaria». Sulla scelta dell’esposto commenta infine: «Ho inteso inoltrarlo, dunque, al solo fine di tutelare i diritti e la dignità dell'indagato nel  tentativo di contrastare gogne mediatiche conseguenti a suggestioni colpevoliste magari fondate su pregiudizi accusatori».

 

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