Gatto ucciso in una scuola di Gioia, la versione del bidello: «Si è ferito solo»

VIDEO | Il collaboratore scolastico fornisce al dirigente dell'istituto un racconto differente dell’accaduto rispetto a quanto riferito dal Garante dell’Infanzia che non ha dubbi: «Va allontanato definitamente dall’ambiente scolastico»

di Redazione
venerdì 17 maggio 2019
12:29
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È una comunità incredula e attonita quella di Gioia Tauro dove nella scuola primaria "Eugenio Montale" si sarebbe verificato un grave episodio. Un bidello avrebbe infatti ucciso a bastonate un gattino che si erano introdotto nella scuola, il tutto davanti ai bambini. Il micio sarebbe morto poi dopo un’ora di agonia.
A denunciare la vicenda questa mattina il Garante per l’Infanzia Antonio Marziale che anche alla nostra testata ha invocato provvedimenti severi per il dipendente della scuola responsabile dell’accaduto: «Non c'è dubbio che questa persona debba essere allontanata dalla scuola. È un atto di violenza gratuita - ha dichiarato Marziale - che contempla anche un altro reato: quello di aver creato un turbamento emotivo ai bambini presenti che hanno anche fatto delle foto all'animale agonizzante. Mi auguro che le autorità scolastiche siano molto celeri nell'assumere provvedimenti per poi allontanarlo definitivamente. Uno così non può stare in un ambiente scolastico».


Dal canto suo il dirigente dell’istituto, Francesco Bagalà, è più prudente: «Sto cercando di capire cosa è successo, ieri sono venuti alcuni genitori denunciandomi il fatto e raccontandomi che un bidello avrebbe ucciso a bastonate un gatto nel cortile della scuola».
Intervistato da Francesco Altomonte riferisce anche della versione fornita dal collaboratore scolastico: «Mi ha fornito una versione diversa: il gatto era in palestra da diversi giorni e non riusciva ad uscire, era "impazzito". Si è infilato in un buco, gli ha allungato un bastone al quale il micio si sarebbe aggrappato ferendosi. Avrebbe quindi portato il gatto fuori mettendolo in un bidone. I bambini erano lì presenti che facevano educazione fisica. Se c'è un fatto grave ci sono regolamenti e sanzioni ma bisogna vedere prima cosa è successo, bisogna appurare i fatti e poi si faranno le valutazioni».

 

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