Accusato di far parte della cosca Gagliostro: torna in libertà ex consigliere comunale di Palmi

Il tribunale ha accolto l'istanza avanzata dai legali. Adesso l'ex politico, coinvolto nell'operazione Alchemia, affronterà il processo da uomo libero

di Redazione
12 agosto 2018
18:08
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Ritorna in libertà Gabriele Parisi, commercialista di Palmi ed ex consigliere comunale di maggioranza dell’amministrazione Barone, eletto nel 2012 nella lista Pdl. La decisione è stata assunta dal Tribunale di Palmi che ha accolto pienamente l'istanza avanzata dagli avvocati Renato Vigna e Fabrizio Parisi. L’uomo, imputato nel processo scaturito dall’inchiesta “Alchemia”, quindi è stato scarcerato dopo aver trascorso oltre due anni di carcerazione preventiva in quanto accusato di aver far parte della cosca Gagliostro la cui esistenza ed operatività si registra, non solo nella piana di Gioia Tauro ma, anche in nord Italia ed in particolare in Liguria. I giudici del Tribunale hanno preso atto della concretezza delle argomentazioni introdotte dalla difesa, la quale, ha invocato la revoca della misura carceraria facendo leva sia sulle sopravvenienze istruttorie, ma anche sul piano strettamente giuridico atteso che portano a considerare inesistente quel vincolo di affiliazione alla struttura ‘ndranghetistica ritenuto invece, fondamentale per l’accusa.


In particolare Parisi è accusato dalla Dda di Reggio Calabria di fare parte della cosca Gagliostro di Palmi, clan che sarebbe operativo soprattutto nelle regioni del nord Italia. Parisi ha deciso di farsi processare da solo ed è imputato nel processo stralcio dell’operazione “Alchemia” che si sta celebrando davanti al Tribunale di Palmi, in parallelo a quello in ordinario che sta trattando dinnanzi a un altro collegio. Alla sbarra oltre alla cosca Gagliostro ci sono anche presunti affiliati alle ‘ndrine Raso e Albanese di Cittanova. Il professionista curava la contabilità di alcune delle aziende che facevano capo a Candeloro Gagliostro, uno dei principali imputati nel procedimento intentato dalla Dda reggina. La difesa sostiene che quei rapporti lavorativi si erano interrotti nel 2012. Parisi, invece, per la Dda reggina sarebbe anche stato il punto di riferimento delle cosche palmesi all’interno dell’amministrazione comunale. Accusa, quest’ultima, che non sarebbe stata provata nel dibattimento, secondo la difesa.

Le contestazioni mosse dall’Antimafia dello Stretto arrivano infatti, dal punto di vista temporale, fino a un’epoca precedente alla sua elezione a Palazzo San Nicola nelle file del centrodestra che governó per cinque anni. Adesso il prossimo step processuale sarà la requisitoria del pm antimafia Giulia Pantano, fissata agli inizi di novembre prossimo. Nell’attesa che si chiuda il dibattimento, il Collegio ha deciso di rimettere in libertà Gabriele Parisi che, dunque, dopo 2 anni di carcerazione ha lasciato il carcere di Reggio Calabria.

 

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