“Alchemia”, chiesti tre anni di reclusione per il consigliere regionale D’Agostino

L’ex vicepresidente della Consiglio regionale è accusato di intestazione fittizia di beni aggravata dall’aver agevolata la ‘ndrangheta. Tutte le richieste di pena

di Redazione
25 settembre 2017
20:12
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Tre anni di reclusione: è questa la richiesta di pena avanzata per il consigliere regionale Francesco D’Agostino dal sostituto procuratore antimafia Giulia Pantano al gup di Reggio Calabria Olga Tarzia nell’ambito del processo scaturito dall’inchiesta denominata “Alchemia” contro le cosche di ‘ndrangheta “Raso-Gullace-Albanese” egemoni a Cittanova.


L’ex vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria è accusato di intestazione fittizia di beni aggravata dall'aver agevolato la 'ndrangheta. Per l’accusa con la sua storica ditta “Stocco&stocco” è da ritenere un prestanome della cosca Gullace di Cittanova che di fatto sarebbe stata gestita di Girolamo Giovinazzo alias Jimmy, e di Francesco Gullace.

Le altre richieste di pena invocate dal pm

Coinvolti nell’inchiesta anche Luigi Taiano per il quale il pm ha chiesto 8 anni di reclusione; Fabrizio Accame, 10 anni di reclusione; Pietro Barone 6 anni e 4 mesi di reclusione; Adolfo Barone 8 anni di reclusione; Massimiliano Corsetti, 8 anni; Salvatore Mazzei, 3 anni; Giuseppe Raso, 9 anni e 4 mesi; Mario Parrello, 6 anni e 4 mesi; Pietro Pirrello, 8 anni; Antonino Raso (classe ‘88) 10 anni; Annunziato Vazzana, 3 anni di reclusione.

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