Alchemia, assolto l'ex vicepresidente del consiglio regionale Francesco D'Agostino (VIDEO)

L'imprenditore, titolare della nota azienda 'Stocco&Stocco', era accusato di fittizia intestazione della società riconducibile, secondo la Dda, alla cosca Raso-Gullace di Cittanova

di Consolato Minniti
9 febbraio 2018
15:17
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È stata emessa pochi minuti fa la sentenza del troncone abbreviato del processo “Alchemia”, che vedeva fra gli imputati anche l’ex vicepresidente del consiglio regionale, Francesco D’Agostino,  difeso da Guido Contestabile e Giovanni Marafioti. Per lui è arrivata l’assoluzione da parte del gup Olga Tarzia che non ha dunque condiviso quello che era l’impianto accusatorio della Dda di Reggio Calabria, per quanto concerne il noto politico della Piana. Nel corso della sua requisitoria, il pm Giulia Pantano aveva chiesto la condanna a tre anni di reclusione, perché, ad avviso dell’ufficio requirente, D’Agostino sarebbe stato responsabile del reato di intestazione fittizia di beni, aggravata dall’aver favorito la ‘ndrangheta.

Le accuse a D'Agostino

Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, infatti, D’Agostino sarebbe un prestanome del clan Raso-Gullace di Cittanova, una cosca in grado di costruire un vero e proprio impero.

Per la Dda, quindi, la “Stocco&Stocco”, di proprietà dell’ex vicepresidente eletto nella lista “Oliverio presidente”, farebbe in realtà riferimento ai Raso-Gullace. A sostegno della testi accusatoria vi erano anche delle intercettazioni telefoniche ed ambientali, captate dagli investigatori, in cui più soggetti parlavano dell’azienda facendo riferimento ai Gullace.

La decisione

Ma al vaglio del gup tutti questi elementi non sono stati sufficienti per sancire la responsabilità penale di D’Agostino che, dunque, è stato assolto da tutte le accuse, sposando la linea difensiva dei legali dell’imprenditore che hanno sempre sostenuto la totale estraneità del loro assistito a qualsivoglia forma di intestazione fittizia della propria azienda. E che la solidità delle accuse nei riguardi di D'Agostino fosse tutt'altro che dimostrata era emerso già in fase cautelare, quando lo stesso gip non aveva ritenuto di accogliere la richiesta di misura cautelare avanzata dalla Dda. 

 

Per il resto, la sentenza ha sancito l’esistenza della ‘ndrangheta anche in Liguria, così come altre inchieste avevano messo in luce in passato, senza mai riuscire ad arrivare sino in fondo.

 

Assoluzione anche per i due funzionari della commissione tributaria provinciale di Reggio Calabria che rispondevano dell’accusa di corruzione. Si tratta di Annunziato Vazzana, difeso dagli avvocati Carlo Morace e Pierpaolo Albanese, e Salvatore Mazzei.


I due erano accusati di aver fatto dei favori a Girolamo Giovinazzo, detto Jimmy, in relazione a ricorsi tributari pendenti dinnanzi alla commissione tributaria. Nei loro confronti era stata chiesta una condanna a tre anni.

«Oggi giustizia è stata fatta»

«Oggi giustizia è stata fatta – ha affermato Francesco D'Agostino. Per me si chiude una parentesi orribile, che mi ha visto accusato di un reato gravissimo quanto inconciliabile con la mia attività imprenditoriale e con la mia condotta di vita. Dal 19 luglio del 2016 ho atteso questo giorno, riponendo la massima fiducia nella Magistratura, nella certezza che la verità sarebbe affiorata cristallina davanti all’analisi attenta della Giustizia. E così è stato. Oltre vent’anni di attività aziendale di altissimo profilo e quasi altrettanti di impegno politico genuino erano stati messi in discussione, anche con modalità che hanno ferito me, la mia famiglia, i miei collaboratori e tutta la gente che ha sempre creduto nel mio operato. Adesso si apre una nuova fase, nonostante le profonde ferite che non potranno mai essere cancellate. Intendo ringraziare i miei avvocati Giovanni Marafioti del Foro di Vibo Valentia e Guido Contenstabile del Foro di Palmi – ha proseguito  – per la loro professionalità e la loro umanità. Ringrazio quanti mi sono stati accanto in questa fase difficile, la mia famiglia, i miei amici, i miei collaboratori che da anni contribuiscono alla crescita dell’azienda Stocco&Stocco. Ringrazio il gruppo politico “A Testa Alta”, in tutte le sue componenti, per il supporto incessante profuso in questo ultimo anno e mezzo. Nel momento delle accuse infamanti ho percepito la vicinanza e la solidarietà di tante persone per bene, e questo mi ha dato la forza per andare avanti. Nei prossimi giorni, a mente fredda, convocherò una conferenza stampa unitamente ai miei legali. Oggi – ha concluso – giustizia è stata fatta. La mia storia ha vinto contro ogni accusa».

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Consolato Minniti
Giornalista

Consolato Minniti nasce a Reggio Calabria nel 1983. Sin da bambino mostra la sua passione per il giornalismo, rubando la macchina da scrivere alla mamma, per passare intere ore a imprimere sui fogl...

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