Castello aragonese di Reggio, la direttrice indagata per riciclaggio

Grazia Maria Scarcella è accusata di operazioni finanziarie volte a favorire la cosca Caridi-Borghetto-Zindato. E per il party di 18 anni non autorizzato rischia un provvedimento disciplinare

di Consolato Minniti
martedì 10 settembre 2019
10:23
603 condivisioni
Il castello di Reggio
Il castello di Reggio

Indagata per un caso di riciclaggio e, ora, anche con un procedimento disciplinare piovuto addosso. È un periodo nero per la dipendente comunale e direttrice del Castello aragonese, Grazia Maria Scarcella. Nei giorni scorsi, avevamo dato notizia dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari per 14 soggetti accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, associazione per delinquere, estorsione e riciclaggio nell’orbita della cosca Libri. Fra loro vi è anche Grazia Maria Scarcella, moglie di Rosario Calderazzo (già coinvolto nell’inchiesta Alta tensione 2), ma soprattutto direttrice del Castello. L’accusa per lei è di riciclaggio aggravato dall’aver favorito la cosca Caridi-Borghetto-Zindato, per alcuni episodi legati alla gestione di assegni.
Questa mattina, a riprendere la notizia è il Quotidiano del Sud con un articolo a firma di Caterina Tripodi che fornisce un dettaglio ulteriore e di non poco conto. Fermo restando che l’indagine sulla cosca Libri è totalmente scissa da altri fatti, il nome della Scarcella ricorre anche per un altro fatto piuttosto eclatante. Come si ricorderà, infatti, il Castello aragonese era stato teatro di un episodio decisamente deprecabile: il festeggiamento dei 18 anni di un giovane, in luogo di una manifestazione culturale regolarmente autorizzata. Si alzò un polverone mediatico che portò anche ad un’indagine interna dell’amministrazione comunale per capire come fosse stato possibile organizzare un party privato al Castello, con tanto di catering. Ebbene, la notizia è che alla Scarcella è arrivato un procedimento disciplinare. Toccherà adesso attendere l’istruttoria interna della commissione comunale di disciplina, per individuare le eventuali responsabilità della direttrice in questo periodo nero, nel quale dovrà difendersi anche dalla grave accusa di aver effettuato operazioni finanziarie volte ad accrescere la capacità di finanziamento della ‘ndrangheta.

 

LEGGI ANCHE:

Se vuoi ricevere gratuitamente tutte le notizie sulla Calabria lascia il tuo indirizzo email nel box sotto e iscriviti:

Consolato Minniti
Giornalista
Consolato Minniti nasce a Reggio Calabria nel 1983. Sin da bambino mostra la sua passione per il giornalismo, rubando la macchina da scrivere alla mamma, per passare intere ore a imprimere sui fogli bianchi i suoi primi articoli “a colonne”.   La seconda guerra di ‘ndrangheta, vissuta negli anni dell’infanzia, lo porta a confrontarsi sin da subito con la piaga della criminalità organizzata. Durante uno dei tanti agguati, riesce a portarsi in salvo appena in tempo con la sua famiglia, prima che la scarica di piombo finisca una delle vittime predestinate, proprio davanti all’uscio di casa sua. È per questo che le letture approdano presto ai quotidiani locali e nazionali.   Inizia a collaborare a 19 anni con “Il Domani”, ma è nel 2006 che avvia la sua prima vera esperienza giornalistica di livello con il quotidiano “Calabria ora”. Dapprima collaboratore per la città di Reggio Calabria, un anno dopo diviene redattore ordinario e avvia il percorso che lo vede protagonista sino ad oggi, ossia quello riguardante la cronaca nera e giudiziaria. È quello il settore al quale decide di dedicarsi, consapevole del fondamentale ruolo giocato dal giornalismo d’inchiesta nel contrasto alla ‘ndrangheta.   Nel 2012 viene nominato caposervizio della redazione di Reggio per “Calabria ora”, ruolo che conserva sino alla chiusura del quotidiano nel frattempo divenuto “L’Ora della Calabria”. Nel 2014 approda al “Garantista”, sempre con la qualifica di caposervizio. Collabora con testate nazionali quali “L’Espresso” e “L’Avvenire”.
Lacnews24.it
X

guarda i nostri live stream