Caso Vangeli, i Prostamo non avrebbero agito da soli: l’inchiesta destinata ad allargarsi

VIDEO | Dietro l'efferato omicidio del 26enne di Filandari potrebbe esserci stata la cooperazione di una vera e propria banda. È quanto emerge dall’indagine che ieri ha portato al fermo di uno dei presunti autori del delitto

di Pietro Comito
12 luglio 2019
13:31
49 condivisioni

Entrambi in carcere: Antonio e Giuseppe Prostamo. Il primo fermato ieri, l’altro già detenuto per altri reati. A loro è contestato l’omicidio e l’occultamento del cadavere di Francesco Vangeli, il 26enne di Scaliti di Filandari scomparso nella notte tra il 9 e il 10 ottobre del 2018. Ma non avrebbero agito da soli. Sia nell’esecuzione dell’agguato, è l’ipotesi degli inquirenti. Sia – successivamente – e qui le ipotesi investigative diventano quasi certezze, nelle fasi in cui i due rampolli del casato mafioso di San Giovanni di Mileto avrebbero gettato Francesco moribondo, in un sacco, nelle acque del Mesima o di uno dei suoi affluenti.


Un’intercettazione è rivelatrice. Antonio Prostamo è in casa. Parla con due uomini, entrambi in fase di identificazione: «Nicola e Saverio». Parlano del fucile che sarebbe stato usato per sparare a Francesco e che sarebbe stato poi nascosto in un pozzo. Li manda a controllare che l’arma sia ancora a posto, teme che i carabinieri possano trovarla…

Conoscono, Nicola e Saverio, dettagli importanti. Ma parlano anche di un altro uomo, «Fabrizio», che sa molto dell’omicidio. Ma Prostamo è sicuro: «Quello non dice niente, altrimenti lo sa che lo ammazzo se parla…».

 

Insomma, un’indagine – quella di Dda e carabinieri – che è destinata ad allargarsi. Allo stato sono due gli indagati per l’occultamento del cadavere di Francesco Vangeli e tre quelli sott’inchiesta per aver provato a depistare le indagini, tra cui l’ex fidanzata della vittima che dopo il brutale omicidio ha iniziato a convivere con il capo di una presunta banda di assassini.

 

LEGGI ANCHE:

Se vuoi ricevere gratuitamente tutte le notizie sulla Calabria lascia il tuo indirizzo email nel box sotto e iscriviti:

Pietro Comito
Giornalista
Pietro Comito, che ha iniziato la propria carriera professionale a Rete Kalabria e Radio Onda Verde, è stato redattore del Quotidiano della Calabria dal 2002 al 2005, quindi dal 2006 al 2012 caposervizio di Calabria Ora, dove ha guidato le redazioni di Vibo Valentia, Reggio Calabria, Gioia Tauro, Siderno e Catanzaro. Dal 2012 al 2014 è stato nuovamente in servizio al Quotidiano, dove ha guidato, nella veste di caposervizio, la redazione di Vibo Valentia. Nel 2011 ha ritirato il Premio Agenda Rossa conferito ai giornalisti minacciati dalla 'ndrangheta. Sempre nel 2011 è stato insignito del Premio Paolo Borsellino. Ha pubblicato per la Newton Compton e per la Città del Sole Edizioni ed ha collaborato alla realizzazione del Dizionario enciclopedico delle mafie redatto da Castelvecchi Editore. Esperto di cronaca nera e giudiziaria, negli ultimi anni è stato tra i giornalisti calabresi più esposti nell'informazione sulla criminalità organizzata.
Lacnews24.it
X
guarda i nostri live stream
Guarda lo streaming live del nostro canale all newsGuarda lo streaming di LaC TvAscola LaC Radio