Omicidio Vangeli, cinque gli indagati. C'è anche la ragazza contesa

L’ombra dei clan Prostamo e Mancuso nell'intera vicenda che ha portato all'efferato delitto del giovane di Filandari. Tutte le accuse

di G. B.
giovedì 11 luglio 2019
13:56
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Ci sono altri quattro indagati nell’inchiesta sulla scomparsa di Francesco Vangeli, scomparso ad ottobre dello scorso anno da Scaliti di Filandari ed il cui corpo non è stato ancora ritrovato. Oltre ad Antonio Prostamo, 30 anni, di San Giovanni di Mileto, arrestato stamane – su fermo di indiziato di delitto vergato dalla Dda di Catanzaro con le accuse di omicidio aggravato dal metodo mafioso, distruzione di cadavere, poro e detenzione di arma da fuoco – sono indagati: Giuseppe Prostamo, 33 anni (già detenuto per altro), fratello di Antonio; Fausto Signoretta, 28 anni, di Ionadi; Alessio Porretta, 23 anni, di Filandari; Alessia Pesce, 20 anni. Di concorso in omicidio con il fratello è accusato Giuseppe Prostamo, mentre di favoreggiamento personale nei confronti dei fratelli Prostamo è accusato Alessio Porretta, ritenuto “complice dell’omicidio di Francesco Vangeli”.

 

Alessio Porretta, da amico di Francesco Vangeli, avrebbe condotto quest’ultimo a casa dei Prostamo “consapevole delle intenzioni dei due fratelli”. Fausto Signoretta, pure lui amico di Francesco Vangeli ed accusato di favoreggiamento personalenei confronti dei Prostamo, avrebbe invece cercato “di sfruttare i propri collegamenti con la famiglia Mancuso di Limbadi per mediare con i Prostamo nel tentativo di placare gli animi”. Anche Fausto Signoretta è accusato di essersi recato la notte dell’omicidio a San Giovanni di Mileto, ma in un momento temporale differente rispetto a Vangeli ed a Porretta. In tale occasione sarebbe stato aggredito fisicamente dai Prostamo al fine di cacciarlo dalla loro abitazione”. Antonio Prostamo è quindi accusato del reato di percosse ai danni di Alessia Pesce, 20 anni, la ragazza contesa con Francesco Vangeli. L’odierno arrestato, Antonio Prostamo, avrebbe brutalmente percosso Alessia Pesce il 18 novembre dello scorso anno, incurante della gravidanza in corso della ragazza. Quest’ultima è indagata per il reato di false dichiarazioni rilasciate al pubblico ministero in quanto avrebbe reso “false affermazioni o taciuto in tutto o in parte ciò che sapeva intorno ai fatti sui quali veniva sentita. In particolare, riferiva – in contraddizione con le dichiarazioni rese nel verbale di sommarie informazioni testimoniali del 10 ottobre 2018 – che nell’agosto 2018 tra lei e Francesco Vangeli non vi erano stati rapporti sessuali e di non aver subito maltrattamenti o percosse da Antonio Prostamo”. Particolare significativo, il fatto che Fausto Signoretta viene ritenuto dagli inquirenti come soggetto “inserito già in famiglie di ‘ndrangheta in quanto ha tenuto a battesimo la figlia di Giuseppe Mancuso, figlio di Giovanni Mancuso (cl. ’41), ritenuto uno dei vertici dell’omonimo clan. 

 

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G. B.
Giornalista
Giuseppe Baglivo è stato collaboratore del quotidiano Calabria Ora dal settembre 2006 ad agosto 2007. Redattore e responsabile della cronaca giudiziaria del quotidiano Calabria Ora per la redazione di Vibo Valentia dal settembre 2007 ad ottobre 2009. Nello stesso periodo per il quotidiano Calabria Ora ha realizzato molteplici inchieste riguardanti l’intero territorio regionale. Da agosto 2010 ad oggi è collaboratore della Gazzetta del Sud, redazione di Vibo Valentia, con competenza in tutti i settori (sport escluso). Dal gennaio 2013 è corrispondente unico dell’Agi (Agenzia giornalistica Italia) per Vibo Valentia e provincia. Dal novembre 2015 al 29 dicembre 2016 è stato redattore e responsabile della cronaca nera e giudiziaria del quotidiano online calabrese Zoom24.it, giornale web che ha contribuito a far nascere. Nel gennaio 2011 dalla Fondazione dedicata a Giuseppe, “Pippo”, Fava (il giornalista ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984) ha ricevuto a Catania il Premio Nazionale “Giuseppe Fava” conferito ai giornalisti “particolarmente impegnati nella battaglia contro le mafie”. Specializzato in cronaca giudiziaria, nera e giornalismo d’inchiesta, ha seguito i più importanti processi contro la ‘ndrangheta, la corruzione nella pubblica amministrazione e la malasanità celebrati negli ultimi dieci anni in Calabria. Alcune sue inchieste giornalistiche hanno portato al commissariamento di diversi Comuni del Vibonese per infiltrazioni mafiose.
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