«Ho fatto i nomi ma non è servito», parla l’ex dirigente dell’Asp di Reggio

Giacomino Brancati interviene dopo lo scioglimento dell’Azienda sanitaria provinciale per infiltrazioni mafiose: «Ci ho rimesso pure la salute»

mercoledì 13 marzo 2019
17:10
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«Io sono stato mandato via nonostante questi fatti li avessi segnalati da tempo». Lo ha detto all'Ansa Giacomino Brancati, ex Direttore generale dell'Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, in relazione allo scioglimento dell'ente per infiltrazioni della ‘ndrangheta.
«Non so se essere contento o triste - ha aggiunto -. Contento perché potrei dire: “Visto, l'avevo detto”. Triste perché, purtroppo, avevo ragione. Quando mi sono insediato abbiamo accertato in ogni angolo dell’Asp 5 incrostazioni e personaggi, alcuni con tanto di nome e cognome. Personaggi che allora definii 'incrostati come datteri di mare' che governavano l'Azienda. Non so che tipo di mandato avranno i Commissari. Spero che abbiano gli strumenti per risanare l'interno dell'Azienda, posto che ci sia la libertà di poterlo fare e non gli ostacoli quotidiani, legulei che hanno condizionato l'ultimo periodo della mia gestione, aumentando la loro baldanza, comunque andassero le cose. Hanno preteso da me nomi e cognomi, che ho inserito in una lunga relazione, in cui ho elencato fatti e circostanze. Sono stato anche audito nella Commissione di accesso di fronte a decine di rappresentanti delle forze dell'ordine. Ed in quella sede ho notato una certa voglia di chiarimento ed approfondimento. Io ho riferito dei fatti che sono accaduti a me. Per quella vicenda e per come sono stato trattato dall'Azienda e, soprattutto, da chi mi aveva messo in quel posto, ci ho rimesso la salute».

 

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