Si indaga su eventuali complici di Ciro Russo. Gli inquirenti: «Vicinanza a Maria Antonietta»

VIDEO | Dopo incessanti ore di ricerche ieri sera è stato arrestato l’uomo che ha dato fuoco all’ex moglie. Ora le forze dell’ordine sono impegnate a capire se sia stato protetto da qualcuno nei momenti successivi al delitto. Intanto la prognosi della donna rimane ancora riservata

giovedì 14 marzo 2019
12:14
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Incessanti ore di ricerche. Un controllo massiccio e pressante del territorio. Infine un blitz lampo e la cattura. Ciro Russo è stato arrestato dagli agenti dello Sco, della Squadra mobile e delle Volanti di Reggio Calabria ieri sera, poco prima delle 22.00, intento a mangiare un trancio di pizza acquistato poco prima alla “Cucchiara”, locale ubicato in via Melacrino, in pieno centro città. Come un cittadino qualunque camminava per le vie mentre solo un giorno e mezzo prima si era macchiato di un delitto atroce. Era evaso i domiciliari che stava scontando nella sua casa ad Ercolano, a bordo della sua auto nel cuore della notte aveva raggiunto la citta dello Stretto, speronato l’auto dell’ex moglie, aperto lo sportello e cosparso di benzina la donna dandole fuoco. Poi la fuga durata poco più di 36 ore. E infine la cattura.

 

«Ciro Russo – dichiara ai giornalisti il capo della Squadra mobile di Reggio - si è arreso e non ha opposto resistenza alle forze dell’ordine ma le indagini vanno avanti per capire se abbia avuto complici, se sia stato favorito e protetto da qualcuno dopo il delitto. Non sappiamo se e dopo avesse trovato rifugio, per le vie è difficile, probabilmente aveva trovato alloggio in qualche appartamento». Gli inquirenti sono altresì convinti che stesse preparando la fuga da Reggio Calabria e abbia temporeggiato visto l’imponente dispiegamento di forze messe in campo per le ricerche: «È scattato subito il protocollo di sorveglianza su tutta la città, sono state allertate tutte le forze polizia».

Ma il pensiero più forte anche nei momenti successivi alla cattura è stato per Maria Antonietta Rositani, una donna, una mamma, che combatte ancora tra la vita e la morte al Centro grandi ustionati di Bari. È grave e la sua prognosi resta ancora riservata, ma ha trovato comunque il coraggio e la forza di rivolgersi ai medici per esprimere ancora una volta la sua volontà di voler denunciare l’ex marito del quale è stata vittima in una escalation criminale che due giorni fa l’ha quasi uccisa. La donna, a causa dei suoi continui comportamenti persecutori, aveva avuto il coraggio di denunciarlo e l’uomo era stato arrestato nel gennaio dello scorso anno, è stato in carcere fino a maggio, quando poi il gip ha deciso di sostituire la misura con quella degli arresti domiciliari.


Alla donna, sono rivolte anche le parole degli inquirenti che hanno lavorato incessantemente per consegnare alla giustizia il suo aguzzino: «Alla signora Maria Antonietta vogliamo lanciare un messaggio di incoraggiamento – ha dichiarato ai nostri microfoni la dirigente della Sco, Francesca Capaldo - è stata vittima di un reato efferato commesso da un uomo che è stato legato a lei sentimentalmente. Versa in pericolo di vita e la prognosi è riservata. A lei tutto il nostro sostegno e incoraggiamento anche per il futuro e in quello che sarà il domani di questa triste vicenda».

 

Angela Panzera
Manuela Serra

 

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