Quale futuro per la Calabria e quale per i nostri giovani? Il tema è quello dello spopolamento, il rischio che tanti di questi partano per formarsi in Italia ed in Europa per non poi non fare ritorno.

Come convincere i giovani a tornare? Pier Paolo Cambareri ha intervistato nel corso dell’ultima puntata dell’approfondimento Dentro la Notizia (clicca qui per rivedere la puntata), Giuseppe Caruso, docente artista e scrittore, secondo cui è necessario riscoprire i valori di un tempo, porre al centro della nostra esistenza le sensazioni, i rapporti tra le persone, perché la Calabria dei piccoli paesi e la Calabria è da riscoprire e proteggere.

L’attività di Giuseppe Caruso si concentra a Petilia Policastro, dopo alcuni anni passati a lavorare come designer in Germania.

Caruso ha pubblicato anche un libro dal titolo “Un paese non e come lo vedi, un paese è come lo vivi” che sta riscuotendo grande successo di pubblico e di critica.

«Ho concentrato in quelle pagine – spiega – i racconti che ho pubblicato sui social fino al 2023. Alcuni di questi sono diventati virali, racconto cose semplici, la vita di paese, e piace perché siamo stufi di un mondo di plastica. Ho riportato le fiabe che mi raccontava mio nonno davanti al caminetto di casa, racconto i valori che resistono nei piccoli paese, e che resistono alle mode».

Durante la pandemia, Giuseppe Caruso e la moglie si sono dati da fare con attività singolari, modelli che stanno esportando in altre realtà, come i murales realizzati per le vie di Petilia Policastro ed una libreria, nata in una casa donata, allestita grazie al lavoro degli artigiani petiliesi.

«Quella della libreria – rivela Giuseppe Caruso – è un’esperienza meravigliosa, perché quando si fa del bene, poi questo torna indietro come una valanga. Rientrati dalla Germania abbiamo iniziato a lavorare alla libreria ed ogni angolo di quel posto ha un nome ed un cognome. Adesso inizia ad essere frequentata dalle scuole e grazie alla sensibilità dei dirigenti scolastici e degli insegnanti, riusciamo a tenere aperta la libreria che ha tra gli scaffali solo libri che ci sono stati donati. Siamo passati da una casa vuota che ci è stata donata ad un progetto così. L’abbiamo ristrutturata ed oggi la libreria è aperta grazie ai ragazzi. Siamo stati contattati da altre associazioni che vorrebbero mutuare l’idea che abbiamo sviluppato a Petilia».

I valori della restanza e della tornanza

«Il prof Vito Teti mi ha insegnato – ha poi specificato Caruso sottolineando quanto sia importante restare o tornare nelle piccole comunità – che noi siamo l’ultima generazione che conosce i paesi com’erano un tempo, pieni di vita. Cosa si può fare? Di certo si può fare tanto. Le piccole cose che abbiamo realizzato hanno attirato tanta gente, tanti ragazzi. Riporto sempre l’esempio dei miei nipoti che vivono a Bologna. Quando tornano a Petilia Policatro e dormono nella casa del nonno, poi al mattino vanno da soli al bar sotto casa. Cose che non farebbero mai a Bologna, mentre qui si sentono liberi. Quello della libertà – ha concluso Giuseppe Caruso – è un grande valore»