VIDEO | Computer e attrezzature distrutte, l’intera struttura invasa dai detriti è diventata un bivacco per senzatetto: le immagini esclusive di ciò che rimane di quello che fu fiore all’occhiello della città
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Da simbolo di innovazione a relitto. Il Planetario di Cosenza giace in uno stato di totale abbandono, come documentato dal reportage in due parti di Cosenza Channel (qui prima e seconda puntata). Inaugurato con grandi aspettative, con una spesa di 7,5 milioni di euro e dotato di un proiettore Zeiss di ultima generazione, il Planetario è ora una struttura deteriorata e desolata.
Le lenti del suo grande occhio Zeiss sono state rimosse, i computer distrutti, e l'intera struttura è invasa da detriti, tra cui oggetti personali e materiale sanitario. L'edificio, una volta vanto della città, è stato saccheggiato e lasciato in rovina dopo due furti ravvicinati. Malgrado i tentativi del Comune di blindare l'accesso, la zona seminterrata sembra essere stata occupata da malintenzionati. Nonostante il famoso "efficientamento energetico" promesso, la realtà è ben diversa: il Planetario è oggi un relitto, abbandonato alla polvere e alla trascuratezza. Ora, per salvarlo, sarebbero necessari milioni di euro, ma la sua condizione rende difficile pensare a una vera e propria rinascita. La sua triste fine è una testimonianza di come, senza un adeguato impegno e risorse, anche i progetti più ambiziosi possano cadere nel dimenticatoio.
Inoltre, il Planetario, che un tempo era al centro dell’attenzione della città, oggi non ha più pubblico, con un simbolico pubblico rappresentato da due trapunte lerce e un cuscino, a testimonianza della sua trasformazione in un luogo abbandonato e trascurato. La proposta del sindaco Caruso, che aveva pensato di intitolare una parte della struttura anche a Piero Angela, è rimasta nel limbo, così come i numerosi tentativi di rilancio. Oggi i "numi tutelari" del Planetario sono solo Franco Piperno, Amico e Angela, ma la loro presenza sembra non riuscire a risollevare le sorti di un edificio che, con ogni probabilità, richiede investimenti enormi per poter tornare a essere quello che una volta era. Un vero e proprio Titanic, destinato a rimanere imprigionato nei ricordi di un passato ormai lontano.
Nel cuore della rovina, il viaggio nei sotterranei della struttura rivela uno scenario ancor più inquietante. Se al piano superiore i danni sono evidenti tra lente Zeiss e poltrone distrutte, la parte ribassata del Planetario è in uno stato che sembra uscito da un film horror. Le scale scivolose per la polvere degli estintori e l'ambiente avvolto da un'aria di abbandono conducono a un'area dove i segni del passaggio di senzatetto sono evidenti: cavi elettrici strappati, server distrutti e computer scomparsi. Le strutture come i lavelli e i wc sono ancora in piedi, ma i pavimenti sono segnati da macchie ambigue e l’acqua che ristagna sotto una passerella in legno sospesa nel vuoto suggerisce l’assenza di manutenzione da tempo. I quadri elettrici sono vuoti, le porte distrutte, e la sala server è ormai un deserto tecnologico. La devastazione è totale, e il Planetario, una volta fiore all’occhiello della città, ha bisogno di un rifacimento totale. Di ciò che sarebbe dovuto essere, rimane solo il ricordo di un passato ormai perduto.