A Vibo sono tante le famiglie che chiedono l’attivazione dei Progetti di Vita previsti e mai davvero attivati dall’Asp: «Niente di straordinario, solo quello che è previsto dalla legge»
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«Per mio fratello vorrei solo che i suoi diritti venissero rispettati». Francesco Mignolo ha solo 13 anni e ha un fratello gemello, Giovanni, che è autistico. Cosa che per il resto del mondo forse vorrà dire tanto, ma per Francesco non vuol dire nulla: per lui Giovanni è solo suo fratello, quello con il quale condivide la quotidianità, le gioie, la rabbia, il divertimento per le cose che piacciono a entrambi. In una parola: la vita. Eppure Francesco sa che per il resto del mondo Giovanni è diverso, per alcuni insondabile come soltanto le cose che non si conoscono lo sono. E sa che Giovanni non riceve dalle istituzioni le attenzioni e l’aiuto a cui avrebbe diritto.
La stessa cosa che pensa Eleonora Di Rito, 16 anni. Suo fratello, Giuseppe, ha tre anni in meno e anche lui è autistico. Vederli insieme apre il cuore. Si percepisce il legame di sangue ma anche la consapevolezza di questa ragazza che sfocia quasi nell’impegno civile, perché quello che rivendica per Giuseppe lo rivendica per tutti i ragazzi nella sua stessa condizione.
«Ci sono giorni in cui convincerlo a staccarsi dal telefonino e uscire di casa è una vera impresa – racconta -. Se potessimo contare su un terapista, un supporto, le cose potrebbero andare meglio», dice con dispiacere guardando quel fratellone con la passione per i social, perfettamente consapevole, anche lui, di quali siano i suoi diritti: «Per me è importante conoscere persone che mi trattino bene», conferma Giuseppe.
In occasione della giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, che si celebra oggi, 2 aprile, abbiamo raccolto le testimonianze di tante famiglie vibonesi che chiedono l’attivazione dei Progetti di Vita. Uno strumento per incentivare l’autonomia dei loro ragazzi. «Non chiediamo niente di straordinario, solo quello che è previsto dalla legge. Quello che dovrebbe fare l’Asp», aggiunge Francesco mentre guarda il fratello Giovanni. Continua a leggere su IlVibonese