Amianto a Gallico, da 35 giorni ancora sulla spiaggia

FOTO | Continuano le denunce dell'associazione #AmaReggio/Stanza 101 per la presenza dei rifiuti tossici depositati dopo l'abbattimento dell'ex ristorante Fata Morgana: «Il comune continua a non intervenire e la situazione si aggrava ogni giorno»

di Redazione
15 gennaio 2019
14:57
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Continuano le denunce da parte dell’associazione #AmaReggio/Stanza 101 per la presenza di amianto lungo la spiaggia di Gallico, quartiere alla periferia nord di Reggio Calabria, dopo l’abbattimento il 12 dicembre scorso da parte del Comune dell’ex ristorante “Fata Morgana”, per la Dda la sede operativa di Paolo Romeo, ritenuto il capo della cupola masso-mafiosa.

 

«Sono passati 35 giorni- afferma l’associazione attraverso una nota stampa- da quando è stato avviato il cantiere per l’abbattimento dell’opera abusiva; sono passati 32 giorni dalla nostra denuncia per mezzo stampa sulla presenza di amianto all’interno dello stesso stabile e sono passati 18 giorni dalla nostra conferenza stampa in cui abbiamo reso noto di aver presentato esposto alla Procura della Repubblica, all’Asp ed all’Arpacal sui possibili rischi di inquinamento e sulla salute dei cittadini causati dai lavori di demolizione. Ne è passato di tempo- chiosa l’associazione- e ne è passato anche di vento ed acqua su questo cantiere tanto da poter immaginare che la situazione, già critica, si sia addirittura aggravata. Eppure, i lavori che necessitavano di interventi urgenti continuano ad essere fermi e tutto sembra essere avvolto dal silenzio, nessuna parola sembra uscire persino dagli ambientalisti né da altre associazioni che dicono di non tacere».

 

Nonostante il Comune abbia garantito la rapida risoluzione del problema e soprattutto il ripristino dei lavoro sul cantiere volti a bonificare l’area, i rifiuti pericolosi-come anche denunciato dalla nostra testata- sono ancora depositati sull’arenile. «È oltraggioso l’atteggiamento di palazzo San Giorgio- continua  #AmaReggio/Stanza 101 che ancora non ha nemmeno messo in sicurezza l’area di cantiere se non con una precaria rete, ma si è saldamente trincerato dietro un muro di silenzio. Ci avevano presentato la “svolta” nel segno della trasparenza ed invece l’attuale amministrazione ancora una volta preferisce non dare risposte ai cittadini, questa volta su un tema delicato quale la salute pubblica, chiarendo eventuali rischi oltre ai tempi ed alle modalità di bonifica dell’area. A questo punto non ci resta che attendere il corso del nostro esposto e che l’Asp e la magistratura, conclude l’associazione, sui quali riponiamo piena fiducia, facciano chiarezza sulla vicenda in favore dei residenti sempre più preoccupati per lo stato dell’ex “Fata Morgana”».

 

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