Tropea, il campionato invernale di vela si chiude con la regata del Vadaro

La gara partirà dalla Madonna dell’Isola e percorrerà un percorso a bastone, che dopo aver toccato lo scoglio nei pressi di Capo Vaticano tornerà al punto di partenza

di Monica La Torre
martedì 14 maggio 2019
13:34
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Il 18 maggio c’è attesa, a Tropea, per una bella giornata di sport e di mare. La meta turistica calabrese ospiterà la veleggiata promossa dal Tropea Vela Club, diretto da Sabatino La Torre. La gara partirà dalla Madonna dell’Isola e percorrerà un percorso a bastone, che dopo aver toccato lo scoglio del Vadaro posizionato nei pressi di Capo Vaticano tornerà a dirigersi verso nord, e tornare al punto di partenza.

 Il riconoscimento  Fiv

Il briefing è previsto alle ore 9.30, la partenza degli equipaggi alle ore 10, e l’orario massimo per il rientro è fissato per le ore 16.30. A far da cornice ad esaltare una gara  appassionante, il Porto di Tropea.
Il club, che ha ottenuto a Febbraio il riconoscimento della Fiv, dal prossimo anno potrà inserire nelle sue iniziative anche percorsi più elaborati, ed esprime grande soddisfazione, tramite il suo socio Franco Scuro, per i risultati conseguiti, e per la bella stagione appena trascorsa, che si chiude con la giornata del 18. «Il riconoscimento FIv, Federazione italiana vela fa bene non solo al nostro club, ma alla città di Tropea nel suo complesso, ha dichiarato l’appassionato velista».

 

Giudice di gara, Domenico Pugliatti

A verificare cronometro e classifiche, sabato mattina, sarà presente il rappresentante federale Domenico Pugliatti, giudice di gara e membro del VI comitato di Zona FIV, comprendente Calabria e Basilicata. Ad animare la competizione saranno oltre trenta partecipanti, divisi tra 12 equipaggi, due dei quali provenienti da Crotone e due da Vibo Valentia Marina.

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Monica La Torre
Giornalista
Monica La Torre, padre calabrese e madre umbra, nasce a Tropea 50 anni fa. Nenache cinquenne, è costretta da un destino avverso ad emigrare in una ridente cittadina tra Assisi e Spoleto, nel regno di Don Matteo. Passa gli ultimi 46 anni a lamentarsi per questa sorte ria, senza riuscire a trovare una scusa valida per ri-trasferirsi. Di mestiere fa la nostalgica. Nei ritagli di tempo si è laureata, ha cambiato un numero imprecisato di lavori, ha imparato a memoria le uscite della Salerno Reggio Calabria, attraversato a nuoto lo stretto di Messina, rovinato la giovinezza con vent'anni di partita IVA. Senza merito alcuno, è circondata di persone belle, che ne sopportano il pianto greco da emigrata inconsolabile. E' malata di mare ed happy hour. Tutti sanno che convive con due vizi innominabili. Quella cosa con la quale non si mangia chiamata: ARTE, e quella cosa che in Calabria è meglio dimenticare, chiamata: NATURA. Crede che la bellezza salverà il mondo, ma non il suo, perché la rivoluzione delle coscienze avverrà 24 ore dopo il suo trasferimento "altrove". Non per questo, si incazza di meno con le "capre". Non ha avversione per il denaro: è il denaro che ne ha per lei.  

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