L'esperienza che plasma fino a far diventare chi la esercita una colonna portante, ovvero elemento imprescindibile di un progetto in questo caso calcistico. Se poi, oltre all'esperienza, c'è anche la fascia da capitano al braccio tutto diventa ancora più chiaro. Ne sa qualcosa Antonio Mercuri, portiere dell'Isola Capo Rizzuto, in piena lotta con la sua squadra per raggiungere i play off nel campionato di Eccellenza.

La rivincita di Mercuri

Una stagione di grande spessore la sua, e con un alto tasso di incisività anche per quella che è attualmente la classifica della compagine isolana. Eppure, prima di questa stagione, il portiere lametino non stava vivendo un buon momento professionale. Almeno fino a una serie di congiunzioni astrali che hanno portato prima l'Isola Capo Rizzuto a ricominciare da zero e poi all'approdo di mister Saverio Gregorace.

Parte da qui il racconto dello stesso Mercuri, in esclusiva ai microfoni di LaC News24: «Senza dubbio reputo la mia stagione positiva, ma il merito è del mister e della fiducia che mi ha dato fin dall'inizio e per tutto il corso del campionato. Ad agosto, nel periodo di mercato, avevo ricevuto pochissime telefonate e l'unica persona che mi ha dimostrato interesse e affetto è stato proprio mister Saverio Gregorace dal momento che mi ha difeso anche al mio arrivo a Isola, contro chi aveva dei dubbi sul Mercuri calciatore e dai pensieri negativi che qualcuno aveva su di me». Ed è stata proprio questa cieca fiducia che ha permesso al numero 1 giallorosso di dare il meglio di sé, anche perché quando c'è qualcuno che crede in te le cose sembrano sempre più facili: «Gregorace ha sempre puntato su di me e quando si ha una tale fiducia, non ricambiarla con prestazioni di livello sarebbe da pazzi. Dunque mi sono sentito in dovere di esprimermi al massimo e per quelli che sono i miei valori sia umani che sportivi. Il merito, però, è anche del preparatore dei portieri Carlo Cava con cui abbiamo fatto un percorso notevole».

Fascia e leadership

Una fiducia divenuta certezza e arricchita, in poco tempo, dal riconoscimento della fascia da capitan che ha elevato ancora di più la leadership di Mercuri: «La fascia è arrivata man mano che cresceva la fiducia, ma per quanto riguarda la leadership io penso che nello spogliatoio siamo tutti leader perché abbiamo davvero gente che vive per questo sport. La fascia è stata una ciliegina».


Proprio la fascia, dal professionismo al dilettantismo, vuol dire tanto e comporta l'integrità di un ruolo che va oltre i novanta minuti: «Diciamo che la fascia da capitano - continua Mercuri - può anche portare diversi grattacapi perché le responsabilità si raddoppiano e non diventa più solo una questione di campo, ma una supervisione a 360° dal momento che un capitano deve sapere anche cosa succede fuori dal campo. In ogni caso essere capitano è bellissimo e, anche se non sono di Isola Capo Rizzuto, indossarla è un grande onore anche perché c'è gente che riesce a supportarmi e che mi ha aiutato molto».

Dalle macerie ai play off

Dando un piccolo sguardo al campionato, c'è un'Isola Capo Rizzuto tra le principali protagoniste e che si sta giocando un posto nei play off. E pensare che a inizio stagione era impensabile. Di certo lo stesso Mercuri sa come si vince, avendo vinto tre campionati di fila tra Vigor Lamezia e Promosport e senza dimenticare il record di imbattibilità con la squadra vigorina o l'esordio in Serie C, nel 2026, sempre con i colori biancoverdi: «Penso che nessuno si aspettava un campionato del genere da parte dell'Isola Capo Rizzuto, anche perché in estate c'era tanta incertezza e con questa squadra che era un cantiere aperto. In altri club si partiva con 18-19 giocatori e, a fine preparazione, ne andavano via massimo un paio mentre qui era un via vai di calciatori. Poi però il mister è riuscito a trovare la quadra, facendoci fare quei risultati iniziali che secondo me sono il 50% di quello che stiamo facendo ora».

Per coronare una stagione di assoluta rilevanza, adesso, ci vorrebbero i play off e, a tal proposito, sarà altamente indicativo il match interno contro la Rossanese seconda forza del campionato: «C'è ancora molto da decidere, anche se tanto dipenderà dalla nostra gara di domenica che non sarà decisiva bensì indicativa. Dico solo che questo paese, soprattutto dopo questa annata, merita i play off».