Torna Perfidia di Antonella Grippo: su LaC il format più crudele della Tv

VIDEO | Lo storico programma della conduttrice sarà presto in diretta esclusiva su LaC tv, canali 19 e 213, e sul 519 hd del digitale terrestre. Obiettivo, dare una sferzata alla classe politica regionale, lanciando un segnale chiaro ed inequivocabile ad un sistema ormai troppo avvezzo a linguaggi cortigiani: times are changing! 

di Monica La Torre
venerdì 30 agosto 2019
15:24
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Antonella Grippo
Antonella Grippo

“Perfidia: comportamento sleale, subdolo e malvagio volto intenzionalmente a far male agli altri”, cita la Treccani nel definire l’essenza della caratteristica umana più stigmatizzata dalla Storia, quella predisposizione tanto temuta quanto rara, e capace di andare oltre la cattiveria stessa, priva com’è della giustificazione emotiva e della scusante passionale, e forte au contraire di rafforzativi quali intenzionalità, astrazione e raziocinio. 

 

Una definizione attuale

Il termine torna prepotentemente di attualità grazie al riaffacciarsi dell’omonimo, storico format televisivo della giornalista Antonella Grippo (prossimamente in diretta esclusiva su LaC tv - canali 19 e 213 nonché 519 hd del digitale terrestre). Una perfidia, la sua, che non guarda però al solo tratto umano, ma soprattutto al cinismo delle leggi non scritte regolanti la res publica. E che per questo da il titolo alla trasmissione che dal 2008 sottopone i potenti di turno a duelli memorabili, bersagliati dalle domande scomode dell'opinionista.

 

Crudeltà reciproche

Quella stessa crudeltà che lei riconosce alla politica, per analogia televisiva, viene riservata ai suoi protagonisti,  prima anestetizzati con l’ironia, e poi messi sulla graticola. «Cercavo un titolo che fosse tutto fuorché canonico – racconterà la conduttrice -. Così ho pensato alla politica, al suo essere subdolo, alle insidie che nasconde. Il termine indica la volontà di sparigliare, destabilizzare tanto i linguaggi televisivi quanto il politico di turno» prosegue : e noi, per introdurre la “sulfurea e caustica trasmissione” come la stessa ideatrice e conduttrice ha avuto modo di definirla, abbiamo invocato le Muse del dizionario enciclopedico più amato dagli italiani, richiamando alle menti dei distratti la temperie, la weltanschauung dove torneranno ad immergersi spettatori, ospiti e conduttori.  «Non credano gli ospiti - sottolinea la Grippo - di potersi sottrarre alle domande scomode, o esercitare pressioni. L’unica garanzia che possiamo dare è che la cattiveria sarà democratica, distribuita equamente, in totale autonomia».

 

Eretica e destabilizzante

«La mia trasmissione è eretica, destabilizzante, sferzante, e soprattutto non asservita - specifica la conduttrice -. Voglio che emergano tutte le contraddizioni dell’intervistato. Voglio sottrarmi dal registro del convenevoli, dal linguaggio cortigiano. Non ricordo, a tale proposito, di aver mai rivolto la domanda: “Lei che ne pensa?” al politico di turno. La mia trasmissione, da sempre, rappresenta un’incognita. Chi vi prende parte, sa che si mette in viaggio per affrontare un’uscita in mare aperto. Si parte con allegria, si ricrea un ambiente allegro, cordiale, giocoso. La cordialità, il sorriso iniziale sale d’intensità, diventa ironia, e prosegue in un crescendo di tensione: questa nuova edizione, tra l’altro, è stata ulteriormente movimentata con l’inserimento di novità inedite, elementi destabilizzanti in grado di sparigliare le carte e l’interlocutore».

 

La squadra

In studio, insieme alla giornalista, il collega e co-conduttore Alessandro Pagliaro, commentatore politico di lungo corso e chiara fama. Oltre a loro, una serie di opinionisti il cui nome ed il cui profilo verrà svelato nei giorni a venire: una squadra che avrà il compito di introdurre, di volta in volta, argomenti, provocazioni e situazioni inedite, pensate per svelare verità scomode, smascherare l’ipocrisia del discorso studiato a tavolino, mostrare debolezze e contraddizioni dell’interlocutore. E proprio questo essere scomodo, rappresenta agli occhi di Domenico Maduli (Editore del Network Lac, Presidente del Gruppo Pubbliemme e il primo artefice di questo ritorno in grande stile), la caratteristica più preziosa della trasmissione. Specie in un contesto culturale e politico tristemente uso al seminato, al concordato.

 

L'editore Maduli: «Un ritorno fondamentale»

«Il ritorno di Perfidia sugli schermi di LaC è per noi di importanza fondamentale – ha dichiarato a tale proposito l’Editore -. Antonella è una voce forte e autorevole, fortemente voluta per mettere a nudo le incongruenze della classe politica regionale. Grazie alle sue domande incalzanti, al suo essere impietosa, faremo chiarezza, faremo luce su situazioni stantie, porteremo aria nuova. La Grippo - ha concluso - è la nostra risorsa. Avvertiamo e condividiamo l’urgenza di sparigliare le vecchie situazioni, la vecchia politica, le cariatidi rivelatesi dannose».

 

Indipendenza e raffinatezza tecnica

Dichiarazioni chiare, che fanno il paio con quelle della giornalista. «Ho risposto di buon grado all’invito dell’Editore di tornare a LaC: e l’ho fatto per due motivi fondamentali. Il primo, la grande qualità che in questi anni ha caratterizzato l’evoluzione dell’emittente: una realtà viva, frizzante, una tv che non sta dalla parte dei potenti, che si è dimostrata libera, indipendente e non asservita a nessuna parte politica, e caratterizzata tra l’altro da una tecnologia raffinatissima. Ma soprattutto, per le garanzie di assoluta libertà ed indipendenza assicuratemi dalla proprietà». Insomma, tutti sanno che il tango lo guiderà Perfidia. E che lo farà coinvolgendo i big della politica e del giornalismo nazionale. Ovvio che questo portare la Calabria al centro della scena costituirà il piatto forte della proposta televisiva, rappresentando al tempo stesso un’opportunità per gli spettatori ed un guanto di sfida lanciato al sistema. 

 

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Monica La Torre
Giornalista
Monica La Torre, padre calabrese e madre umbra, nasce a Tropea 50 anni fa. Nenache cinquenne, è costretta da un destino avverso ad emigrare in una ridente cittadina tra Assisi e Spoleto, nel regno di Don Matteo. Passa gli ultimi 46 anni a lamentarsi per questa sorte ria, senza riuscire a trovare una scusa valida per ri-trasferirsi. Di mestiere fa la nostalgica. Nei ritagli di tempo si è laureata, ha cambiato un numero imprecisato di lavori, ha imparato a memoria le uscite della Salerno Reggio Calabria, attraversato a nuoto lo stretto di Messina, rovinato la giovinezza con vent'anni di partita IVA. Senza merito alcuno, è circondata di persone belle, che ne sopportano il pianto greco da emigrata inconsolabile. E' malata di mare ed happy hour. Tutti sanno che convive con due vizi innominabili. Quella cosa con la quale non si mangia chiamata: ARTE, e quella cosa che in Calabria è meglio dimenticare, chiamata: NATURA. Crede che la bellezza salverà il mondo, ma non il suo, perché la rivoluzione delle coscienze avverrà 24 ore dopo il suo trasferimento "altrove". Non per questo, si incazza di meno con le "capre". Non ha avversione per il denaro: è il denaro che ne ha per lei.  
Lacnews24.it
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