Nuove cure per pazienti con scompenso cardiaco all'ospedale di Paola

La notizia riferita dal presidente del consiglio comunale Di Natale: «Si tratta di uno strumento che consente di rimuovere l’eccesso di liquidi che impediscono ai soggetti con tale patologia di respirare correttamente»

di Francesca  Lagatta
15 luglio 2019
19:43
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L’ospedale San Francesco di Paola
L’ospedale San Francesco di Paola

Nei giorni scorsi, nel reparto di Terapia intensiva cardiologica dell'ospedale San Francesco di Paola è stato impiegato, per la prima volta in Calabria, un apparecchio per l’ultrafiltrazione extracorporea, ovvero la rimozione meccanica dell'acqua corporea in eccesso nei pazienti con un cuore incapace di assolvere alla normale funzione contrattile di pompa e di soddisfare il corretto apporto di sangue a tutti gli organi.

«Si tratta di uno strumento - ha detto dalla sua pagina facebook il presidente del consiglio paolano Graziano Di Natale - che consente di rimuovere l’eccesso di liquidi che impediscono, ai pazienti con scompenso cardiaco, di respirare correttamente». Grazie a questo nuovo dispositivo sarà quindi possibile gestire direttamente nell'ospedale paolano tale patologia, senza che i pazienti dovranno essere costretti a recarsi altrove, in altre strutture, magari fuori regione. 

Cure efficaci

Nel caso del paziente ricoverato nel nosocomio paolano, l'utilizzo dell'apparecchio si è rivelato molto efficace e gli ha restituito un buono stato di salute. Prima del ricovero all'ospedale San Francesco, le terapie diuretiche somministrate all'uomo erano risultate insufficienti a stabilire un quadro clinico accettabile.  

«Questa è la sanità che mi piace raccontare - ha detto ancora Graziano Di Natale, che riveste anche il ruolo di consigliere provinciale tra le file del Pd - quella fatta di professionisti capaci, seri che mettono a disposizione della collettività il loro talento. Sono davvero felice del lavoro che sta svolgendo la dottoressa Maria Teresa Manes e tutti gli operatori del reparto di cardiologia dell’ospedale di Paola».

 

 

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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