Cotticelli rimanda: Punto nascita e Chirurgia a Cetraro ancora sospesi

Dopo il rinvio del 28 agosto, il 2 settembre il commissario avrebbe dovuto comunicare le sorti del reparto nascite dell'ospedale Iannelli e del polo chirurgico dello spoke Cetraro-Paola

di Francesca  Lagatta
4 settembre 2019
17:26
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A sinistra l’ospedale San Francesco di Paola, a destra il nosocomio Iannelli di Cetraro
A sinistra l’ospedale San Francesco di Paola, a destra il nosocomio Iannelli di Cetraro

L'aria è tesissima e prima ancora delle reali esigenze dei cittadini, la sanità altotirrenica deve fare i conti con una miriade di altri fattori, che si intrecciano pericolosamente tra di loro. Massoneria deviata, dice la sezione cetrarese di Forza Italia, inciuci e giochetti di potere e poltrone, corre voce nei vari reparti dei presidi della costa, fatto sta che anche con il generale Saverio Cotticelli al comando della sanità calabrese il quadro non è cambiato di una virgola e mentre i pazienti continuano a morire per un'emorragia post partum, un medico che non c'è o il ritardo dei soccorsi, per le decisioni importanti si prende tempo e si rimanda a data da destinarsi. Lo scorso 2 settembre per i cittadini del Tirreno cosentino sarebbe stata una data cruciale. Dopo il rinvio del 28 agosto, Cotticelli avrebbe dovuto comunicare a direzione sanitaria e ai vari esponenti dello spoke di Cetraro-Paola le sorti del punto nascita dell'ospedale Iannelli, sospeso dopo le ispezioni per la morte di Santina Adamo, e del polo chirurgico dello spoke, attualmente incentrato al nosocomio San Francesco, nonostante l'assenza di un reparto di Rianimazione. E invece il commissario ad acta due giorni fa non ha preso alcuna posizione e al momento, nonostante le buone intenzioni, del punto nascita non si vede l'ombra (anzi, in queste ore medici ostetrici e pediatri in servizio a Cetraro sono stati spostati temporaneamente all'ospedale di Coriglaino Rossano) e il polo chirurgico resta a Paola, dove i pazienti una volta fuori dalla sala operatoria vengono sballottati da un ospedale all'alto in cerca di un reparto che li ospiti per la degenza in rianimazione. Minuti, a volte ore, che nel corso degli anni sono risultati fatali.

Ritardi, sprechi e omissioni

Il direttore sanitario dei tre ospedali del Tirreno cosentino, Vincenzo Cesareo, la settimana scorsa aveva firmato un provvedimento per lo spostamento del polo chirurgico da Paola a Cetraro, dove insiste ancora il reparto di Rianimazione, ma Cotticelli ha sospeso tale provvedimento e pertanto la situazione al momento è rimasta immutata. La decisione del generale dei carabinieri in pensione avrebbe dovuto tener conto anche di una serie di denunce da cui si evince che il nosocomio paolano è una delle strutture pubbliche più pericolose delle Calabria, perché costruito su un cimitero interrato, una faglia sismica che già 20 anni fa lo faceva rientrare in una preoccupante classifica stilata dall'ex sottosegretario alla protezione civile, Franco Barberi. Ma nonostante la classificazione in R4, il più alto rischio di dissesto idrogeologico, il nosocomio San Francesco continua ad essere potenziato, mentre gli altri presidi, come quelli di Cetraro e Praia a Mare, subiscono un inarrestabile smantellamento quotidiano.

All'ospedale di Paola, a differenza degli altri due, le decisioni avvengono in modo piuttosto repentino e i fondi sembrano non essere un problema. Dopo il guasto di Ferragosto alla cabina elettrica, nel giro di 48 ore era stato inviato un gruppo elettrogeno per il prosieguo delle attività chirurgiche. Ma a seguito di una ispezione, il dispositivo era stato dichiarato obsoleto, tanto da essersi palesata la necessità di sostituirlo nell'immediato. Detto, fatto. Pare che nelle prossime settimane all'ospedale di Paola arriverà un gruppo elettrogeno nuovo di zecca, di ultima generazione, che ai cittadini costerà ulteriori 150mila euro. Mentre le sale operatorie di Cetraro, perfettamente a norma, continuano ad essere inutilizzate per le emergenze e urgenze del territorio.

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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