Ondata di solidarietà per l'Hospice di Reggio che rischia la chiusura

VIDEO | La raccolta fondi ha registrato la sinergia dell'Atam e dell'Accademia del tempo libero. La struttura di cure palliative è a rischio chiusura poichè l'Asp non paga i rimborsi da febbraio. Il presidente Trapani: «se non fosse per il grande cuore dei reggini avremmo già interrotto i servizi»

di Angela  Panzera
9 ottobre 2019
12:59
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«Ancora una volta la città dimostra sensibilità e di avere un grande cuore per la nostra struttura e soprattutto per i nostri malati». Sono parole di profonda gratitudine quelle pronunciate da Vincenzo Trapani Lombardo, presidente della fondazione “Hospice via delle stelle” che gestisce il centro di cure palliative, l’unico presente a Reggio Calabria, a rischio chisura. Oggi infatti sono stati donati, alla presenza de sindaco Giuseppe Falcomatà, sei mila euro raccolti  dei membri dell’ “Accademia del tempo libero” e dai dipendenti dell’Atam, l’azienda del trasporto locale. Nonostante la crisi economica ognuno di loro ha devoluto una somma dalla propria busta paga per uno dei centri migliori di Reggio Calabria  sul fronte dell’assistenza ai malati terminali

 

.«Abbiamo intrapreso tante iniziative - afferma Simona Argento, responsabile ufficio marketing dell’Atam, per sostenere questa realtà. Siamo 273 dipendenti e ognuno ha devoluto una cifra, ma continueremo a sostenere l’hospice anche in futuro come durante il periodo natalizio dove organizzeremo eventi benefici». L’Asp reggina non paga i rimborsi e le fatture dal febbraio scorso e l’hospice al momento sopravvive  solo grazie alle donazioni. Tagli quelli decisi dall’ente di via Diana che da un lato mettono in ginocchio i dipendenti e dall’ paventano la perdita per la città di servizi sanitari essenziali. «Noi stiamo riuscendo ad andare avanti- dichiaira Trapani Lombardo- solo grazie alle donazioni altrimenti avremmo già chiuso. Ci troviamo in una situazione di stallo con l’Asp da cui non riusciamo ad uscire. Gestisco da anni la struttura e certo posso dire che si può risparmiare, ma se risparmiare vuol dire abbassare la qualità dei servizi noi non ci stiamo. Non chiediamo di essere pagati in maniera diversa- chiosa il presidente- o di più rispetto agli altri, ma solo per come viene riconosciuto dalla Regione. Speriamo che in queste settimane la situazione si sblocchi perché qua – ha concluso- si parla della dignità delle persone; dignità che deve essere assicurata in tutte le fasi della vita e soprattutto quando questa sta volgendo al termine». 

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