«Lamezia non resti fuori dalla nuova azienda ospedaliera Dulbecco» - VIDEO

È questo il filone centrale della proposta e del dossier che oggi alcune associazioni lametine hanno consegnato al consigliere regionale Scalzo affinché se ne faccia ambasciatore in consiglio regionale

lunedì 7 maggio 2018
15:25
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Farà da ambasciatore e porterà a Palazzo Campanella le proposte elaborate da Cittadinanzattiva, Comitato Malati Cronici e Comitato Salviamo la Sanità del Lametino, il consigliere regionale democrat Tonino Scalzo. Oggi la consegna del report durante una conferenza stampa a cui hanno preso parte i rappresentati delle tre associazioni che hanno lavorato al documento.

Inserire l'ospedale di Lamezia nella nuova azienda ospedaliera

Filone centrale del ragionamento messo nero su bianco e infarcito di cifre e dati è quello di non lasciare l’ospedale Giovanni Paolo II a margine della nuova azienda ospedaliera Dulbecco, ma di renderlo parte integrante della nuova realtà tenendo conto in particolare del bacino d’utenza che la città della Piana investe.

Allo stesso tempo nel dossier vengono passati al setaccio i numeri della gestione commissariale sostenendo la tesi di uno sbilanciamento evidente a favore del capoluogo di Regione. Torna poi in auge il sogno di dare una specificità a Lamezia con l’agognata apertura del Trauma Center. Una tesi che Scalzo è pronto a sostenere per potere così dare un’eccellenza all’area lametina.

 


Dall’incontro è emerso però anche il clima di amarezza intorno ad una sanità depauperata ed impoverita. «Abbiamo avuto contatti con tutti i politici– ha affermato Nicolino Panedigrano del comitato Salviamo la Sanità del Lametino – anche con quelli che ci disgustavano. Le abbiamo provate tutte ma fino ad ora non è servito a nulla». «Ci troviamo in una fase in cui il destino del Giovanni Paolo II sembra ineluttabile – ha aggiunto Giuseppe Gigliotti del Comitato Malati Cronici - ma dobbiamo essere noi lametini i primi a credere che questa tendenza possa essere invertita». Gigliotti ha anche chiesto la presa di posizione da parte del direttore generale Perri affinché intervenga su alcune situazioni altamente critiche come la mancanza dell’emodinamica o il caos del centro prelievi.

Il botta e risposta tra D'Ippolito e Furgiuele 

Intanto, sulla vicenda dell’accorpamento tra Mater Domini e Pugliese Ciaccio è tornato anche il deputato pentastellato Giuseppe d’Ippolito che ha stigmatizzato il favore espresso sul tema dal parlamentare della Lega Furgiuele: «L’integrazione in argomento è una patacca, per come concepita, perché lontana da ogni seria, auspicabile discussione sul necessario radicamento dell'Università di Catanzaro nel territorio e perché appare come uno specchietto per le allodole per non intervenire in concreto sul rilancio dell'ospedale di Lamezia Terme, su cui è alta l'attenzione dei comitati civici».

 

«Prendo atto - ha aggiunto - che Domenico Furgiuele sta con quelle forze politiche che, buttandola in campanilismo, stanno rovinando Catanzaro e privando Lamezia Terme di servizi essenziali e possibilità». «E’ emblematico – aggiunge ancora il Cinque Stelle - il favore acritico di Furgiuele per l'attuale integrazione tra gli ospedali catanzaresi Pugliese-Ciaccio e Mater Domini, che ha due obiettivi non troppo nascosti: consentire al secondo di beneficiare di un illegittimo surplus di finanziamento regionale di circa 10 milioni all'anno e permettere allo stesso policlinico universitario di strappare primariati secondo risapute logiche di potere, oggi al Pugliese-Ciaccio e domani a Lamezia e Soverato».

 

 

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