«Senza i fondi 200 disabili rischiano la vita»: da Reggio l'urlo disperato di Aisla

VIDEO | L'associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica continua a denunciare la mancata erogazione da ben 9 mesi da parte dell'Asp dell'assegno destinato a malati gravissimi. La segretaria Oreste: «Le somme vanno sbloccate subito»

di Angela  Panzera
11 ottobre 2019
12:11
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«Ci sono persone che stanno morendo senza ricevere le risorse stanziate in loro favore». È un urlo disperato quello di Giovanna Oreste, segretario regionale delll’Aisla, l’associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica che ha denunciato l’interruzione, da parte dell’Asp di Reggio Calabria, da ben nove mesi dell’assegno mensile a sostegno dell’assistenza a domicilio per ben 200 disabili gravissimi. Tra queste persone in 10 sono affette da sla, una patologia invalidante che vede in serie difficolta anche le famiglie costrette a subire ritardi, inefficienze e tagli da parte dell’ente di via Diana. Si tratta di 600 euro mensili a paziente; una cifrà che già di per sé non permette comunque di avere un’assistenza adeguata, ma la cui assenza oggi compromette in toto il diritto alla salute e alla dignità.

 

«Le famiglie sono disperate- dichiarata Oreste alla nostra testata- perché ogni giorno fronteggiano malattie altamente invalidanti e non ricevono nemmeno quelle piccole risorse che il Governo stanzia per loro ogni anno». I fondi quindi non sono a carico dell’ente di via Diana, ma provengono direttamente dall’Esecutivo. Le risorse bloccate ammontano complessivamente a oltre un milione e 630mila euro e sono provenienti dal fondo nazionale per la non autosufficienza (Fna) che ogni anno il Governo stanzia alle Regioni per sostenere le persone con gravi disabilità con assegni di cura mensili. «I nove mesi di ritardo nell’erogazione di queste risorse- chiosa la segretaria- si sommano a gravi ritardi precedenti.  La somma da sbloccare infatti proviene dal fondo che il Governo aveva già stanziato nel 2015». L’Aisla calabrese ha sollecitato più volte sia  l’Asp che la regione, ma non ha mai ricevuto risposte. Siamo in presenza di un’emergenza sociale ad altissimo rischio e su cui le Istituzioni locali non si possono trincerare semplicemnte dietro la solita “burocrazia lumaca”. Qui è in gioco la vita di 200 persone alcuni delle quali totalmente paralizzate a letto e con altre gravi disabilità. Le famiglie senza assistenza domiciliare vengono totalmente stravolte. Ci sono genitori, fratelli, figli, che hanno ripercussioni sul proprio lavoro e anche sulle proprie capacità economiche perché un’assistenza privata è molto costosa. «Noi chiediamo con forza- continua Giovanna Oreste- che la triade commissariale, ricordiamo nominata dallo stesso Esecutivo, intervenga in modo risolutivo e immediato. Queste persone già sono provate dalla malattia, sia a livello fisico che psicologico, e ogni giorno senza assistenza per loro può compromettere la vita».

 

Inoltre, c’è anche un altro dato allarmante. I pazienti del distretto nord presenti in graduatoria non hanno ancora ricevuto la raccomandata per poter presentare i documenti necessari a ricevere i contributi. «Questo significa- ha concluso Oreste- che a dicembre non avranno nulla, nonostante sia un loro diritto e nonostante questi fondi si trovino nelle casse della Asp già dal marzo del 2019. I nostri malati non possono attendere i loro tempi, bisogna agire subito».

 

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