«Ero obeso e ho avuto paura di morire» - VIDEO

«A un certo punto della mia vita qualcosa è cambiato. Pesavo 80 chili e nel giro di 5 anni sono arrivato a pesare 190». Si sottopone all'intervento di chirurgia bariatrica. Oggi sta bene. La  storia di Marco a LaC Salute

di Rossella  Galati
venerdì 27 aprile 2018
19:27
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«Ho avuto paura di morire, per questo ho deciso di sottopormi all'intervento di chirurgia bariatrica» così Marco Intrieri, di Cosenza, racconta la sua esperienza da ex obeso nel corso della puntata di LaC Salute (in onda ogni mercoledì e venerdì su LaC Tv alle 13.00, alle 15.00 e alle 20.00) su "obesità e chirurgia". «Pesavo 190 chili, avevo ormai difficoltà a fare qualsiasi cosa, ad alzarmi dal letto, a lavarmi, a giocare con mio figlio, a camminare. Era diventato tutto più difficile". Ma il disagio di Marco, alto 1.85, non era solo fisico. Oltre a ipertensione, diabete, valori sballati, stanchezza, mal di schiena, Marco aveva difficoltà anche a gestire i rapporti interpersonali: «provavo imbarazzo quando ero tra la gente, mi sentivo additato da tutti - prosegue - soprattutto da chi mi conosceva prima che diventassi obeso. Fino ai 25 anni ero un ragazzo alto e asciutto, non avevo mai superato gli 80 chili. Poi tutto d'un tratto la mia vita è cambiata. Qualcosa dentro di me si è rotto e si è innescato un meccanismo che mi ha portato a mangiare in modo incontrollato, complice anche la vita sedentaria. Così sono ingrassato di 40/50 chili in circa 5 anni fino a pesare 190 chili».

La dipendenza dal cibo

Ma cosa si nasconde dentro la voragine del cibo? Spesso per gli obesi diventa un vero e proprio calmante. «Si mangia per sfogo - spiega Marco - nel cibo ci si rifugia. Alcuni bevono, altri fumano, io mangiavo. Mangiare è un modo per alienare la noia, le difficoltà della vita, i problemi. Mangiare significa consumare un intero barattolo di crema alla nocciola in una mattinata, due pizze una dopo l'altra, mezzo chilo di pasta in una volta. Quando ero obeso mangiavo, ora invece mi nutro».

La svolta

Marco, abituato ormai a convivere con un corpo troppo pesante, del quale provava vergogna, a un certo punto, sollecitato dalla famiglia e dagli amici, capisce che era arrivato il momento di riprendere in mano la propria vita e si rivolge all'Unità Operativa di Chirurgia Bariatrica dell'Ospedale Annunziata di Cosenza. «Avevo accettato la mia condizione di obeso, mi ero quasi lasciato andare ma i medici dell'equipe bariatrica mi hanno messo di fronte alla realtà dicendomi che non ce l'avrei fatta a superare forse un altro paio di anni».  Così nel mese di giugno del 2017 Marco inizia la dieta e fino al 6 ottobre, data dell'intervento, riesce a perdere 30 chili, scendendo quindi da 190 a 160. Oggi pesa 112 chili, sta bene, riesce a giocare con disinvoltura con il figlio rotolandosi a terra come non faceva da anni. "Dopo l'intervento non ho avuto nessun effetto collaterale. La cosa che mi ha fatto più male è stato togliere i punti alla fine».

Il messaggio di Marco

Giorno dopo giorno Marco sta assaporando il piacere dei piccoli gesti quotidiani che un tempo sembravano impossibili ma la cosa più importante che questa esperienza gli ha lasciato è un'altra: «Ho capito che bisogna affrontare la vita in maniera diversa. Si dimagrisce partendo dalla testa - spiega - da grande obeso si muore prima, le patologie sono dieci volte più gravi». Per questo Marco, a circa 6 mesi dall'intervento lancia agli obesi un messaggio: «Se non avete la forza di riprendere la vostra vita in mano, fatevi seguire da specialisti, da chi può consigliarvi come affrontare il problema. Da soli non è facile».

 

Rossella Galati

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