Comunione e comunità, le nuove linee pastorali

Nel documento di Monsignor Morosini, una vera e propria sfida missionaria.

di Rosaria Giovannone
6 novembre 2017
11:20
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«Far incontrare ad ogni persona una fede viva incarnata dalle comunità parrocchiali». Dopo gli incontri di programmazione zonale tenutisi a Cucullaro, per maturare i contenuti proposti nel Convegno pastorale di settembre, sono state rese note le indicazioni pastorali per il nuovo anno pastorale incentrato sul tema della comunione e della comunità. Il documento diffuso da monsignor Morosini si concentra su sette punti principali, ognuno dei quali si sviluppa al suo interno presentando un ricco programma per affrontare non semplicemente l’anno corrente ma una vera e propria sfida missionaria.

Ogni cristiano è missionario

Il  documento ricorda che cristiani non si nasce ma si diventa, per questo ogni battezzato deve riscoprirsi missionario e con le sue comunità deve sentirsi «evangelizzatore lì dove si svolge la sua vita, esprimendo giudizi di fede, secondo la dottrina della Chiesa, sui vari problemi che si dibattono, e andando coraggiosamente contro la cultura dominante, senza paura di essere diverso». La fede va trasmessa ma questo impegno non può esaurirsi in un formulario di dogmi da stendere in fredde lezioni. Monsignor Morosini, nel secondo punto delle linee pastorali diocesane, ricorda a tutti come sia fondamentale che le comunità vivano attivamente il proprio territorio perché «Se la trasmissione della fede non avviene come risposta cristiana agli interrogativi e ai problemi dell’uomo, essa appare inutile, come succede per tanti che fanno catechesi riempendosi di ‘nozioni’, non accolte come utili per affrontare la vita».

La centralità della famiglia e il valore del matrimonio

A tal proposito, e fra le numerose proposte presentate, emerge nel terzo punto la nascita di un “laboratorio pensante” che dovrà «organizzare giornate o momenti di riflessione sui problemi della zona o del quartiere, visto che ormai non esistono più le circoscrizioni e i comitati di quartiere». Nei punti quattro e cinque, monsignor Morosini torna a ribadire la centralità della famiglia ed il valore del matrimonio nell’impegno del cammino diocesano. Il vescovo non manca di rilevare i risultati positivi già ottenuti e proprio in virtù di questi: «Bisogna proseguire nel cammino ritenendo la famiglia come veicolo di comunione nella comunità e come strumento di lettura del territorio».

Nel documento si legge che «se bambini e ragazzi, educati nelle parrocchie per i sacramenti o nei gruppi, mostrano sorprendente ignoranza sui contenuti di fede o abbandonano la pratica religiosa dopo aver ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana, ciò è dovuto al fatto, per lo più, che le famiglie non hanno interesse per la formazione cristiana, ma solo per i sacramenti, nel contesto di una religione seguita solo come fattore culturale».Tale consapevolezza ha portato a indicare un’attenzione privilegiata «alla pastorale familiare e meno tempo ed iniziative alla pastorale per i bambini», e a sostenere ed incentivare i gruppi–famiglia.

Bisogna diffondere la cultura cattolica

Negli incontri a Cucullaro si è condiviso «che, dinanzi all’egemonia della cultura laica, la comunità cristiana deve impegnarsi a conoscere e a diffondere la cultura cattolica ». La diffusione della cultura cattolica è, pertanto, indicata come impegno programmatico nel sesto punto del documento suggerendo, tra l’altro, l’uso di internet e dei social network come efficaci veicoli. L’ultimo punto programmatico è dedicato alla Cresima, «sacramento che prevede lo stimolo ad una rilettura della propria fede. Una preparazione non solamente intellettuale, come se si trattasse di lezioni scolastiche, ma come invito ad un’esperienza di fede e di vita, da svolgersi nella comunità. Quest’anno dobbiamo prestare maggiore attenzione a questi percorsi di fede, tenendo conto sia dei cresimandi che dei loro padrini».

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Rosaria Giovannone
Giornalista
Rosaria Giovannone, giornalista professionista, vive a Lamezia Terme. Da anni componente dell’ufficio per le comunicazioni sociali della CEC (Conferenza episcopale calabra) e, dal 2016, scrittrice di Zenit, agenzia di informazione internazionale fondata da San Giovanni Paolo II. Dal 2007 ha maturato esperienza giornalistica in ambito televisivo svolgendo la funzione di caporedattrice e conduttrice del telegiornale per le emittenti televisive Telespazio tv e Calabria tv. Dal 2005 ha collaborato per il quotidiano “La Gazzetta del Sud”, il “Quotidiano del Sud”, il quindicinale “Comunità nuova” e il settimanale “Lamezia Nuova”.   Negli anni ha acquisito esperienza nell’ambito della comunicazione religiosa. Dal 2013 al 2015 è stata conduttrice del programma di approfondimento religioso “Nella fede della Chiesa”, in onda sull’emittente televisiva Padre Pio Tv. Nel 2014 ha ideato e condotto il documentario “Il senso della visita” dedicato alla visita di Papa Francesco a Cassano allo Ionio, in onda sull’emittente televisiva Padre Pio tv. Nel 2011 è stata inviata per il programma dell’emittente regionale Video Calabria, “Lo spazio della carità”, realizzato nell’attesa della visita papale di Benedetto XVI a Lamezia Terme. Nel 2007 ha conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione all’Università "La Sapienza" di Roma.
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