Violante: «La tecnologia sia uno strumento e non il nostro padrone»

L’ex presidente della Camera ha tenuto a Lamezia Terme una lezione sulle implicazioni etiche e giuridiche dell’Intelligenza artificiale

di Tiziana Bagnato
7 dicembre 2019
20:50
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«La tecnologia è uno strumento e che come tutti gli strumenti può essere utilizzata bene o male. Può essere quindi utilizzata in modo funzionale ai diritti umani ma può essere una colossale potenza anche in senso contrario»Luciano Violante, già presidente della Camera dei Deputati e oggi presidente della Fondazione Leonardo – Civiltà delle Macchine, ha chiuso il ciclo di lezioni della Scuola di Formazione per il Bene Comune a Lamezia Terme. Cinque gli appuntamenti di questa prima edizione che riprenderà poi a febbraio. Le implicazioni etiche e giuridiche dell’Intelligenza artificiale sono state al centro dell’intervento di Violante che ha sottolineato i punti di forza ma anche di criticità delle nuove tecnologie.

 

«Non è solo un problema di regole, ma di comportamenti che vanno insegnati - ha affermato - Bisogna riconoscere gli strumenti come tali e non come padroni. C’è poi il tema della raccolta dei dati. Siamo diventati merce. Dobbiamo stare attenti a dare i nostri dati a chi non sappiamo che utilizzo potrà farne». Stretto il rapporto con la politica: «Il digitale – ha spiegato Violante - spesso è usato per turbare l’opinione pubblica, ad esempio con le fake news. La politica deve fare in modo di avvertire i cittadini e dare gli strumenti per riconoscere le false notizie».

 

Ad offrire il suo contributo anche l’esperto di Business intelligence e data warehousing Giovanni Laboccetta che ha avvertito: «Tutto quello che facciamo viene registrato, tutti i nostri movimenti sono memorizzati da qualche parte». L’Intelligenza artificiale, è stato spiegato, avrà un impatto sulla quotidianità di ciascuno e proprio per questo la politica ha il dovere di governare e non subire le conseguenze di tale fenomeno, in una società dove è sempre più necessario educare e formare una nuova classe dirigente che vuole, partendo dal presente, proiettarsi nel futuro. È, quindi, necessario comprendere l’inevitabile attrito tra lo sviluppo tumultuoso dell’Intelligenza artificiale e i diritti umani nel passaggio verso la società digitale, al momento ancora in convivenza con quella analogica ma destinata a sostituirla completamente. Occorre garantire lo sviluppo delle tecnologie e assicurare che non mettano in pericolo i diritti umani ma anzi li rafforzino.

 

 

Tiziana Bagnato
Giornalista

Lametina, laureata in Scienze della Comunicazione con indirizzo Giornalismo alla Lumsa di Roma, Tiziana Bagnato ha sempre affiancato la carta stampata all’ambito televisivo. Dopo aver lavorat...

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