Trasporti, a Vibo Valentia pochi bus e informazioni scarse sulle corse

VIDEO | Chi usa i mezzi pubblici deve fare i conti con numerosi disservizi, dagli orari sbagliati alle fermate fantasma. In città non esiste una municipalizzata e il servizio viene erogato con i pullman di Ferrovie della Calabria

di Agostino Pantano
4 luglio 2019
18:40
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Permane il caos nel trasporto pubblico urbano di Vibo Valentia, e si scopre che anche sul sito del Comune si danno informazioni depistanti. Lo ammette il sindaco Maria Limardo, che si impegna a far rimuovere prontamente la tabella con orari di marcia e fermate, illustrativa delle corse effettuate dai mezzi delle Ferrovie della Calabria.
Già, perché Vibo condivide con Crotone una situazione per cui in città non opera alcuna municipalizzata dei trasporti, e l’unico servizio disponibile è dispensato dalla società che è braccio operativo della Regione.
Andare alle fermate diventa una lotteria perché quando gli autobus passano rimangono due problemi da risolvere ancora: i biglietti si possono acquistare solo a bordo – o al terminal che non è propriamente in centro città – con innegabili perdite di tempo che fanno rallentare le corse, e i mezzi sono pochi, appena cinque. Il sindaco spiega che non è solo un problema di quantità, ma soprattutto di qualità, e annuncia che già sono state fatte alcune riunioni per rilancia il progetto di “city log” nell’ambito del quale si pensa di riprogrammare il servizio.

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Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.
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