Taglio ai privilegi, il M5s: «Alla Regione fanno le barricate contro la proposta»

In una nota i parlamentari grillini calabresi fanno sapere di aver presentato una diffida all’Ufficio di presidenza: «Non vogliono discuterla perché  vogliono tenersi i benefici»

21 gennaio 2019
14:16
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«Abbiamo presentato una diffida all’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale della Calabria perché sono ampiamente scaduti i termini entro i quali avrebbe dovuto deliberare in merito all’ammissibilità della proposta di legge regionale d’iniziativa popolare "Taglio Privilegi", per la quale abbiamo consegnato a novembre dello scorso anno le oltre 5mila firme necessarie». Così in una nota fanno sapere i portavoce calabresi del M5S eletti alla Camera, al Senato, al Parlamento Europeo e comunali, ricordando la raccolta firme per il taglio dei costi della politica in Calabria arenatasi in Consiglio Regionale.

 

«Non vogliono discutere la nostra proposta, l’unica che potrebbe ridare dignità a questa fallimentare classe politica, perché vogliono tenersi i privilegi. Eppure - si legge nella nota - dovrebbero fare in fretta per evitare il taglio dei trasferimenti statali nel caso in cui non si proceda al taglio dei vitalizi degli ex consiglieri, per come abbiamo opportunamente previsto inserendo una misura apposita nella legge di bilancio. Sono diverse le regioni che si sono già messe in regola, adottando soluzioni temporanee, ragionevoli e proporzionali, così come indicato dalla Consulta e come prevede la nostra proposta. Queste regioni virtuose avevano già approvato un taglio nel 2014, rinnovato poi nel 2018. In Calabria, invece, con i costi del Consiglio Regionale tra i più alti d’Italia, hanno pensato ad una mancetta elettorale, con un taglio per gli ex consiglieri regionali che arriva giusto giusto alle prossime elezioni regionali di quest'anno, per poi tornare a tenersi tutti i privilegi».

 

I portavoce 5 stelle lamentano il non ascolto delle istanze dei cittadini. «Quando daranno risposta ai tantissimi calabresi che hanno convintamente firmato la nostra proposta? La casta politica non può più continuare ad arroccarsi sulle proprie posizioni, a difesa di privilegi e prebende che hanno ampiamente dimostrato di non meritare. Questa legge è per noi un atto dovuto, un dovere da portare avanti nella regione più povera e, probabilmente, peggio amministrata d’Italia. - continuano i pentastellati - Il clima di sfiducia verso le istituzioni, la crescente attenzione agli sprechi e i continui scandali sulla gestione poco trasparente di denaro pubblico devono far ripensare alle indennità che gli amministratori e gli ex amministratori della nostra regione percepiscono. Per restituire credibilità e fiducia è necessario un taglio dei costi complessivi della politica, per dimostrare ai cittadini che la politica è un servizio e non un mestiere. Per questo i cittadini calabresi hanno supportato con le proprie firme la nostra proposta, per tagliare circa 4 milioni di euro all'anno dai costi della politica regionale calabrese».

Come funziona il taglio pensato dai Cinquestelle

Con la modifica pensata dai pentastellati l’indennità di funzione e sulle spese di esercizio di mandato vengono notevolmente ridotte. Ecco come nel dettaglio.

- Presidenti della giunta e del consiglio regionale: indennità di funzione 1.000 euro (ora sono 2.700 euro); spese di esercizio del mandato 2.180 euro (ora sono 6.000 euro).

- Vicepresidenti della giunta e del consiglio regionale: indennità di funzione 1.000 euro (ora sono 2.000 euro); spese di esercizio del mandato 1.760 euro (ora sono 6.000 euro).

- Presidenti di commissione e dei gruppi consiliari e segretario questore: indennità di funzione 900 euro (ora sono 1.500 euro); spese di esercizio del mandato 1.560 euro (ora sono 6.000 euro).

- Consigliere regionale semplice: nessuna indennità di funzione (anche adesso non è prevista); spese di esercizio del mandato 1.560 euro (ora sono 6.000 euro).

 

«La legge - concludono i portavoce calabresi del M5S - interviene sulle indennità dei consiglieri e della giunta, sulle spese dei gruppi consiliari, sugli stipendi dello staff dei gruppi consiliari prevedendo una diminuzione del 40% degli emolumenti e degli importi percepiti dai gruppi e introduce un contributo di solidarietà sui vitalizi. I politicanti della nostra regione non possono evitare di discuterla dando un ulteriore schiaffo in faccia a tutta la Calabria»

 

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