Salvini in Calabria: «Regionali? Vinceremo noi, chiunque sarà il candidato presidente»

Il leader della Lega ha inaugurato a Catanzaro la sede del partito: «Per la prima volta entreremo nel consiglio regionale per portare un bel cambiamento». Stoccata ai 5 stelle: «Hanno perso la bussola»

di Pietro Bellantoni
12 dicembre 2019
14:26
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Lega, Salvini in Calabria
Lega, Salvini in Calabria

«Vinceremo noi, chiunque sarà il candidato presidente». Matteo Salvini è sicuro, il centrodestra non fallirà l'obiettivo, a prescindere dai nomi messi in campo. «Per la prima volta anche la Lega entrerà in consiglio regionale per portare un bel cambiamento in Calabria. Il nome del governatore sarà scelto a breve, ma non mi toglie sonno. Abbiamo chiesto agli alleati qualcuno che rappresenti la voglia di cambiamento che i calabresi mi chiedono da anni. Se poi è donna o uomo, di Catanzaro o di Reggio, ci interessa poco». Il leader del Carroccio inizia così il suo tour calabrese, partito da Catanzaro, dove ha inaugurato la sede regionale della Lega. L'ex ministro dell'Interno garantisce sui 24 candidati che aspirano a un posto a Palazzo Campanella: «Sarà un mix di esperienza amministrativa e novità».

«I 5 stelle hanno perso la bussola»

«Non commento i 5 stelle hanno perso la bussola. Chi passa da "mai col Pd" all'abbracio con il Pd non si deve stupire se il suo popolo lo molla», dice ancora Salvini. Che ha ben chiare le priorità per la Calabria: «Puntiamo sulle infrastrutture. Mi sono fatto fare un dossier Anas. Nella Manovra abbiamo presentato pochi emendamenti di sostanza, tra cui quello per i 400 milioni destinati alla Statale 106, una strada della morte indegna di un Paese civile. La Lega porterà concretezza in consiglio regionale. Ci occuperemo del sistema aeroportuale e portuale. Il nuovo governo è simile al vecchio, da Toninelli a De Micheli non è cambiato nulla, sono i ministri dei blocchi. Su Tav e Gronda di Genova non si sta muovendo nulla. I porti, invece di un problema, devono tornare a essere un'opportunità di lavoro e investimenti». Salvini destina una stoccata anche al governo regionale di Mario Oliverio: «La mancata spesa dei fondi europei è una responsabilità locale. Se sei indietro del 90%, è colpa dei politici calabresi di sinistra incapaci, che rischiano di restituire miliardi di euro non spesi». 

Agricoltura e sanità

L'ex ministro dice di volersi concentrare soprattutto su «agricoltura e sanità». Su quest'ultimo punto, Salvini assicura: «In 5 anni cominceremo a riaprire ciò che altri hanno chiuso».

I temi caldi sono però immigrazione e sicurezza. «L'immigrazione che avrà la priorità sarà quella che privilegerà i calabresi scappati che vorranno tornare. Prima i calabresi che vogliono tornare a casa, poi il resto del mondo. La sinistra, vedi Riace, vuole riempire la Calabria di immigrati, noi vogliamo i calabresi». 

«Candidato ci sarà»

Salvini torna sul totonomi: «Potete chiedermi fino allo sfinimento il nome del candidato, ma non ve lo dirò. Vi assicuro solo che ci sara». C'è spazio anche per la notizia della nuova indagine a suo carico per abuso d'ufficio.  «Sono indagato perché da ministro dell'Interno andavo a inaugurare le caserme. Vedi tu che personaggio particolare che sono. Tutti i voli di Stato erano utilizzati in giornate in cui c'erano presenze istituzionali nelle caserme. Io, a differenza di altri, non prendo il volo di Stato per andare in vacanza». 

 

«No alla sinistra»

«Se a qualcuno va bene la Calabria così – continua Salvini –, può continuare a votare sinistra. La Lega qui non ha mai governato la Calabria. I tanti problemi della regione possono essere imputati a tutti, tranne che a noi. Dove governiamo la gente è contenta del cambiamento. Votarci non è un salto nel buio, come dimostra il Veneto di Zaia».

 

«Occhiuto? No a giudizi personali»

«Mario Occhiuto? Non do giudizi personali. Chiunque sarà il candidato, il ruolo della Lega sarà fondamentale. Porteremo energie sane. Contiamo che gli alleati facciano un nome nelle prossime ore. Come ci accorderemo? Useremo il telefono».

Pietro Bellantoni
Giornalista

Sono un figlio degli anni 80. Faccio il giornalista ormai da un po' (professionista dal 2009). Dopo aver frequentato la Scuola di giornalismo dell'Università Iulm di Milano, ho scritto per L...

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