Nasce la Dc 2.0, a Lamezia la figlia di Moro tiene a battesimo il nuovo Ppi

A breve il congresso che darà vita al Partito del popolo italiano nel quale confluiranno tutti i partiti d'area e 36 associazioni. Ruolo da protagonista per l’Udc calabrese, soddisfazione di Cesa e Talarico

di Riccardo Tripepi
20 gennaio 2020
12:17
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Partito del Popolo Italiano. O Democrazia cristiana 2.0, se preferite. Tutto è ormai pronto dopo la convention che ha dato il via al progetto politiche che riunirà sotto il simbolo dello scudo crociato 36 associazioni e tutti i partitelli dell’area di centro.

 

Dopo 26 anni, dunque, si torna al passato come illustrato a Roma dai colonnelli che stanno dirigendo le operazioni, da Gianfranco Rotondi a Lorenzo Cesa. La cerimonia è stata aperta da un contributo video di Mino Martinazzoli. Il nome del partito non sarà partito popolare: «È una forma di rispetto per l’amico Castagnetti - ha spiegato Gianfranco Rotondi - quel nome nella Seconda Repubblica è stato storia sua e di altri autorevoli amici». Il nome sarà la traduzione italiana del Ppe, a cui i democristiani si riferiscono. Il nome del Ppe è «Partito dei popoli europei». La nuova Dc sarà battezzata entro due mesi da un congresso, e con ogni probabilità si chiamerà Partito del Popolo italiano.

 

La soddisfazione per l’esito avuto dall’incontro romano è trapelata anche a Lamezia Terme in occasione del convegno “La storia dei Democratici Cristiani in Italia” che ha avuto luogo domenica alla presenza del segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa, del segretario regionale Francesco Talarico e dei candidati del partito al Consiglio regionale. Ospite d’eccezione l’ex senatrice Maria Fida Moro, figlia di Aldo Moro, del quale è stata ricordata la lezione umana e politica.

 

Sia Cesa che Talarico hanno sottolineato il ruolo che potrà avere la Calabria, con la futura rappresentanza in Consiglio regionale, per la rinascita di una casa dei moderati.

 

« Penso a voi – ha detto Maria Fida Moro rivolgendosi ai presenti all’incontro – come a uomini e donne di centro ma non di destra. Mi sento male a dire questa parola. Mi fa paura il centrodestra come viene inteso oggi. La politica è la mia vocazione, voglio trasmettere a voi e ai giovani in particolare quello che ho imparato da mio padre».

 

«Questa coalizione di centrodestra com’è attualmente – ha affermato Lorenzo Cesa – non può risolvere i problemi del nostro Paese. Chi si fa i selfie e poi se ne va non serve a nulla, queste sono meteore della politica che spariranno così come usciranno di scena anche i 5Stelle. C’è bisogno di serietà e concretezza per ricostruire una grande casa dei moderati e delle persone di buon senso».

Riccardo Tripepi
Giornalista

Riccardo Tripepi, avvocato del foro di Reggio Calabria e giornalista pubblicista, collabora da oltre venti anni con periodici e quotidiani, locali e nazionali, occupandosi prevalentemente di politi...

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