Parente entrerà in Consiglio. Chiappetta furibondo annuncia ricorso al Tar

Dopo le dimissioni di Mangialavori, gli Uffici di palazzo Campanella rispondono alla diffida dell'escluso: «Non è competenza del Consiglio decidere sulla regolarità delle operazioni elettorali». Il politico cosentino ammonisce i consiglieri regionali: «Non votate questa surroga»

di Ric. Trip.
mercoledì 27 giugno 2018
14:47
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Claudio Parente e Gianpaolo Chiappetta
Claudio Parente e Gianpaolo Chiappetta

Sarà Claudio Parente ad occupare lo scranno lasciato vuoto dal senatore Giuseppe Mangialavori che ha formalizzato le proprie dimissioni dopo che giunta delle elezioni lo aveva dichiarato incompatibile.

 

Non hanno avuto esito le reiterate richieste di Gianpaolo Chiappetta che aveva inviato una pec agli Uffici di palazzo Campanella rivendicando il posto che fu di Wanda Ferro, eletta alla Camera dei deputati. Secondo l’interpretazione dei legali di Chiappetta andava valutata la miglior prestazione elettorale nel collegio unico calabrese (dove è stata eletta la Ferro) e non quello circoscrizionale in cui è stato eletto Mangialavori. In quel collegio il primo dei non eletti sarebbe stato proprio il cosentino.

 

Palazzo Campanella dopo mesi di silenzio ha finalmente risposto alla richiesta di Chiappetta rimettendo tutto alla magistratura. «Al Consiglio regionale è inibita la possibilità di valutare e/o aderire alla sua richiesta. E ciò proprio per il prescritto difetto che sottrae ai Consigli regionali quella prerogativa tipica delle Camere del Parlamento cui invece è riconosciuta la possibilità di valutare la regolarità delle operazioni elettorali».

 

In sostanza anche se Chiappetta avesse ragione non sono gli Uffici di palazzo Campanella a doverlo stabilire limitandosi a chiamare il primo dei non eletti nel collegio dell’eletto da surrogare.

«Una decisione pilatesca» il primo commento di Chiappetta che annuncia ricorsi per via giurisdizionale e che comunque ha già proceduto a diffidare i consiglieri in carica che saranno chiamati ad approvare la surroga, per come proposta dall’Ufficio di presidenza, al prossimo Consiglio regionale utile. E che, secondo il consigliere cosentino, approvando una surroga errata si assumerebbero, per loro parte, la responsabilità dell’atto.

 

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Ric. Trip.
Giornalista
Riccardo Tripepi, avvocato del foro di Reggio Calabria e giornalista pubblicista, collabora da oltre venti anni con periodici e quotidiani, locali e nazionali, occupandosi prevalentemente di politica regionale, cronaca sindacale e dei principali eventi calabresi. Dal 2007, da giornalista accreditato, racconta la cronaca istituzionale del Consiglio Regionale della Calabria e delle Commissioni Consiliari. Tra i principali organi di informazione con i quali ha collaborato: L’Altra Reggio, Nuovo Giangurgolo, Il Domani della Calabria, Calabria Ora, l’Ora della Calabria, l’Avvenire, il Garantista, Radio Studio Uno, Radio Touring e Sud Tv. Attualmente è editorialista politico presso “Cronache delle Calabrie”, quotidiano a diffusione regionale diretto da Paolo Guzzanti; collabora con Il Dubbio, quotidiano a diffusione nazionale diretto da Piero Sansonetti, il sito internet Zoomsud diretto da Aldo Varano, e il portale del Consiglio regionale della Calabria “Calabria on Web” diretto da Romano Pitaro. E’ direttore responsabile della rivista bimestrale “Medinbus” diffusa sulle linee nazionali dei pullman della ditta Federico.

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