Elezioni regionali, il Partito democratico verso un candidato alternativo a Oliverio

Un membro della segreteria nazionale infatti, è stato incaricato di sondare la disponibilità per una candidatura nuova, fuori dell’establishment democrat. Si tratterebbe di un noto manager pubblico di origine calabrese esattamente della Locride

di Pa. Mo.
lunedì 15 luglio 2019
21:25
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Passata la febbre diplomatica accusata da Mario Oliverio, alla fine, il tanto atteso faccia a faccia tra il Governatore della Calabria e il segretario del Pd, Nicola Zingaretti si è tenuto. Tuttavia, il contenuto dell’incontro non ha segnato nessuna novità rispetto alla vicenda politica della ricandidatura alla presidenza della Regione dell’attuale presidente. Zingaretti non ha dato il via alle primarie ma, a quanto sembra, ha mantenuto l’impostazione che noi avevamo anticipato nei giorni scorsi. Il segretario nazionale del Pd, in sostanza ha chiesto ad Oliverio di aiutare la costruzione di una soluzione di rinnovamento. Oliverio, si è riservato di decidere. Fine dell’incontro. Apparentemente tutto fermo. In realtà, secondo un’autorevole fonte nazionale, la segreteria è al lavoro per una soluzione alternativa. Un membro della segreteria nazionale del Pd, infatti, è stato incaricato di sondare la disponibilità per una candidatura nuova, fuori dell’establishment democrat. L’attenzione sarebbe ricaduta su di un noto manager pubblico nazionale originario della Locride. Nelle prossime ore, è attesa una risposta o perlomeno una manifestazione di disponibilità. Se il manager dovesse accettare, il dopo Oliverio potrà dirsi ufficialmente cominciato.


Pa. Mo.

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Pa. Mo.
Giornalista
A questa noiosa e ipocrita lagna del clero, sulla famiglia, rispondo con una citazione di Ronald David Laing, un noto psichiatra inglese:”La famiglia si può immaginare come una ragnatela, un fiore, una tomba, una prigione, un castello.” Da dirigente comunista e diessino, sono stato un fedele soldato del Politìchesckij Bjurò ora da democratico, nell’era del “pensiero leggero”, sono un anarchico, controcorrente e provocatore. Mi stanno sulle balle,  i pomposi intellettuali post-comunisti, peggio se, con la puzza sotto il naso. Sono freddo e passionale, rosso e nero. Non mi fido delle tonache; nere, rosse, giudiziarie o clericali. Bigotti, puritani e moralisti li darei volentieri in pasto al “gorilla” di De Andrè, ai razzisti  farei fare un’esperienza in quei campi con la scritta: “il lavoro rende liberi”. Presuntuoso? Può darsi! Rompicoglioni! Certo! Se parlo, conosco, se non conosco, sto zitto! Per dirla come  Theodor W. Adorno:  “La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. Amo questa frase di Vittorio Foa: “il sogno può accompaganre la vita ma non deve determinarla. Quando scegli non devi sognare, tu sei responsabile”. Caratterialmente mi si addice questa citazione frase di  Winston Leonard Spencer Churchill: “Combatteremo sulle spiagge, combatteremo sui luoghi di sbarco, nei campii nelle strade e nelle montagne. Non ci arrende­remo mai…”
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