Occhiuto (Roberto) da Berlusconi per salvare la candidatura del fratello

La notizia lanciata dalla nostra testata, il fatto che ormai in casa azzurra si pensa ad Abramo, Misaggi e Mangialavori, ha creato scompiglio in casa Occhiuto al punto che è stata chiesta udienza all'ex Cavaliere per avere chiarimenti

di Pa. Mo.
9 ottobre 2019
22:52
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Roberto Occhiuto e Silvio Berlusconi
Roberto Occhiuto e Silvio Berlusconi

La piega che ha preso il centrodestra nella discussione per la designazione del candidato a presidente della Regione ha fatto salire la tensione in alcuni settori di Forza Italia in Calabria. Salvini è stato chiaro: intende mantenere la parola data, la Calabria tocca agli azzurri. Una sola condizione: il superamento della candidatura Occhiuto. Una condizione condivisa tra l’altro dalla stessa Meloni. Il grosso fardello giudiziario del sindaco di Cosenza, dunque, Lega e FdI non intendono caricarselo sulle proprie spalle. La notizia che anche noi stasera abbiamo dato con il pezzo del nostro Pietro Bellantoni, e cioè il fatto che, ormai, in casa azzurra si pensa alle subordinate Abramo, Misaggi e Mangialavori, per la candidatura a presidente,  ha creato scompiglio in casa Occhiuto, al punto che, Roberto, ha chiesto udienza a Silvio Berlusconi per avere chiarimenti.

Il vice presidente del Gruppo di Forza Italia a Montecitorio, infatti,  questa sera è volato ad Arcore al cospetto dell’ex Cavaliere, al quale toccherà l’ultima parola. Roberto Occhiuto vuole spiegazioni, ma soprattutto tenterà di recuperare  la causa del fratello Mario che, almeno alla luce delle ultime indiscrezioni, sembrerebbe ormai una causa persa. A questo punto non ci resta che attendere ulteriori indiscrezioni per comprendere le reali intenzioni del leader di Forza Italia.  L’entourage del sindaco di Cosenza, intanto, qualche ora fa ha diffuso una nota con la quale tenta di smentire qualsiasi veto che lo riguardi nel contesto del centrodestra. Tuttavia, rimane il fatto che, questa ricostruzione,  proviene da attendibilissime fonti parlamentari della stessa Forza Italia.

 

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Pa. Mo.
Giornalista
A questa noiosa e ipocrita lagna del clero, sulla famiglia, rispondo con una citazione di Ronald David Laing, un noto psichiatra inglese:”La famiglia si può immaginare come una ragnatela, un fiore, una tomba, una prigione, un castello.” Da dirigente comunista e diessino, sono stato un fedele soldato del Politìchesckij Bjurò ora da democratico, nell’era del “pensiero leggero”, sono un anarchico, controcorrente e provocatore. Mi stanno sulle balle,  i pomposi intellettuali post-comunisti, peggio se, con la puzza sotto il naso. Sono freddo e passionale, rosso e nero. Non mi fido delle tonache; nere, rosse, giudiziarie o clericali. Bigotti, puritani e moralisti li darei volentieri in pasto al “gorilla” di De Andrè, ai razzisti  farei fare un’esperienza in quei campi con la scritta: “il lavoro rende liberi”. Presuntuoso? Può darsi! Rompicoglioni! Certo! Se parlo, conosco, se non conosco, sto zitto! Per dirla come  Theodor W. Adorno:  “La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. Amo questa frase di Vittorio Foa: “il sogno può accompaganre la vita ma non deve determinarla. Quando scegli non devi sognare, tu sei responsabile”. Caratterialmente mi si addice questa citazione frase di  Winston Leonard Spencer Churchill: “Combatteremo sulle spiagge, combatteremo sui luoghi di sbarco, nei campii nelle strade e nelle montagne. Non ci arrende­remo mai…”
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