Primarie Pd, Bausone: «Nel circolo di Lido personaggi da espellere»

La dirigente del partito interviene sulle presunte irregolarità denunciate nel seggio: «Il Provinciale ne ha riconosciuto l’abusività»

di Redazione
domenica 3 marzo 2019
11:37
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Alessia Bausone al seggio delle Primarie
Alessia Bausone al seggio delle Primarie

«Quello che ha dimostrato il “Partito Democratico di Catanzaro Lido”, il “Comitato organizzatore primarie di Lido” o chiunque si celi dietro queste diciture fantasiose, è ai limiti dell’umana decenza». Così la dirigente democrat Alessia Bausone in merito alle presunte irregolarità denunciate nel seggio catanzarese.


«Il Circolo di Catanzaro Lido a seguito delle dimissioni di Daniela Critelli – spiega - , è rimasto senza un segretario, nemmeno reggente, né è mai stato nominato un Commissario, tant’è che le convenzioni di circolo (la prima fase delle primarie) qui non si è svolta. Da pochi giorni, su diktat di qualcuno, si è deciso, di concerto con il Partito provinciale di valutare se vi fossero le condizioni per avere primarie regolari, aperte e libere su Catanzaro Lido. Nella riunione di ieri non solo si è indubbiamente manifestata l’assenza delle condizioni politiche, ma anche la precisa volontà da parte dei componenti della direzione provinciale Benedetta Primerano e Salvatore Passafaro di aggirare il regolamento per le primarie facendo votare pure senza tessera elettorale sulla base di un mero criterio di conoscenza personale del votante. Ieri, il Partito Provinciale e le Commissioni competenti, hanno ritenuto non costituito il seggio di Catanzaro Lido, che si è autoproclamato questa mattina per il tramite di Benedetta Primerano e di Alessio Sciarrone, che si firma dietro a un Comitato mai esistito e mai convocatisi».


La Bausone ricorda che «i componenti dell’eventuale seggio designati dal provinciale eravamo io e Salvatore Passafaro, il quale ha rinunciato in quanto Presidente dei giovani commercialisti. Per cui il Provinciale ha riconosciuto l’abusività del seggio e la nullità del voto in itinere in un seggio fantasma saturo di portatori di voti che voteranno, probabilmente, anche in tanti altri seggi della Provincia e della città, non essendo correttamente identificati».


«La Digos – precisa - non mi ha allontanata dal seggio, stavo piangendo e si sono preoccupati per me cercando di tranquillizzarmi e volendo sapere nel dettaglio cosa è successo. Ha provveduto ad identificare i presenti e a ricevere la mia versione di queste due giornate di triste decadenza democratica, ma non arretro e porterò nelle sedi competenti, interne al partito e giudiziarie queste azioni di vile gestione proprietaria del Partito, arrogante e in spregio totale alla legge, ai regolamenti e al rispetto delle persone», conclude l’esponente democratica.

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