Pd Catanzaro, Martina al 44% pareggia Zingaretti che si ferma al 46%

Il segretario Gianluca Cuda schierato con Martina compie una sorta di miracolo politico e inverte il trend a favore di Zingaretti, e ciò, nonostante tutto l’establishment di Oliverio fosse schierato con il presidente del Lazio. Battuta d’arresto per Enzo Bruno che dal dato esce indebolito

di Pa. Mo.
domenica 27 gennaio 2019
23:04
40 condivisioni

I dati non lasciano dubbi: la mozione del segretario uscente ottiene il 44% mentre il governatore del Lazio si ferma al 46. In sostanza, Zingaretti non raggiunge il 50%. Non solo, se al risultato della mozione Martina si aggiunge il 2% della mozione Giachetti e il 5% della mozione Boccia, l’area Zingaretti, nella provincia di Catanzaro si ritroverebbe in minoranza. 


Un risultato che suona come uno schiaffo al presidente Oliverio, il quale nella provincia di Catanzaro aveva impegnato metà, a sostegno di Zingaretti, del suo staff come l’ex sindaco di Satriano, Michele Drosi, Francesco Severino, sindaco di Santa Caterina sullo Ionio, Domenico Giampà di San Pietro a Maida e il delfino Enzo Bruno, ex presidente della Provincia e, almeno fino a stasera, considerato l’uomo forte del Pd oliveriano a Catanzaro e candidato in pectore alle prossime regionali.

Gianluca Cuda, segretario provinciale e schierato con Martina, si può dire che abbia fatto una sorta di miracolo che potrebbe fare la differenza nel futuro scenario politico regionale. Un quadro che, in prospettiva, complica ancora di più la marcia di Oliverio e company nel controllo del partito regionale. Infatti, difficilmente il governatore potrà controllare l’area Zingaretti considerato che, in quell’area si sono collocati tra i suoi maggiori avversari. A questo punto, con la federazione provinciale di Catanzaro che marcia speditamente verso l’autonomia, la federazione di Vibo nelle mani di Mirabello e Censore e con Guccione e Laratta  che potrebbero controllare una parte della federazione di Cosenza, difficilmente Oliverio e company potranno costruire solidi progetti sia nella prossima elezione del segretario regionale sia per quanto riguarda le elezioni regionali. È proprio il caso di dire che la ciambelle per quanto ci sforzi non sempre escono con il buco. 


Pa. Mo.

Se vuoi ricevere gratuitamente tutte le notizie sulla Calabria lascia il tuo indirizzo email nel box sotto e iscriviti:

Pa. Mo.
Giornalista
A questa noiosa e ipocrita lagna del clero, sulla famiglia, rispondo con una citazione di Ronald David Laing, un noto psichiatra inglese:”La famiglia si può immaginare come una ragnatela, un fiore, una tomba, una prigione, un castello.” Da dirigente comunista e diessino, sono stato un fedele soldato del Politìchesckij Bjurò ora da democratico, nell’era del “pensiero leggero”, sono un anarchico, controcorrente e provocatore. Mi stanno sulle balle,  i pomposi intellettuali post-comunisti, peggio se, con la puzza sotto il naso. Sono freddo e passionale, rosso e nero. Non mi fido delle tonache; nere, rosse, giudiziarie o clericali. Bigotti, puritani e moralisti li darei volentieri in pasto al “gorilla” di De Andrè, ai razzisti  farei fare un’esperienza in quei campi con la scritta: “il lavoro rende liberi”. Presuntuoso? Può darsi! Rompicoglioni! Certo! Se parlo, conosco, se non conosco, sto zitto! Per dirla come  Theodor W. Adorno:  “La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. Amo questa frase di Vittorio Foa: “il sogno può accompaganre la vita ma non deve determinarla. Quando scegli non devi sognare, tu sei responsabile”. Caratterialmente mi si addice questa citazione frase di  Winston Leonard Spencer Churchill: “Combatteremo sulle spiagge, combatteremo sui luoghi di sbarco, nei campii nelle strade e nelle montagne. Non ci arrende­remo mai…”
Lacnews24.it
X

guarda i nostri live stream