La Catanzaro del futuro nel nuovo Piano strutturale 

VIDEO | Il sindaco Abramo ridisegna la città con il contributo di cittadini e professionisti per dare al capoluogo di regione un moderno Piano strutturale. Sulla qualità della vita ha svelato di aver scoperto che gli uffici comunali non hanno mai risposto alle indagini Istat e di Legambiente

di Daniela  Amatruda
19 luglio 2019
14:13
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Sarà un piano strutturale di riordino quello che il Comune di Catanzaro sta mettendo a punto per sostituire il vigente piano regolatore che risale al 2002. Consumo del suolo a impatto zero, potenziamento dei servizi legati al futuro sistema metropolitano, salvaguardia dell'area direzionale di Germaneto e valorizzazione del comprensorio di Giovino. Questi i punti chiave sviluppati nel corso dell’incontro dal titolo “Ridisegnare la città…Verso un’idea di partecipazione pubblica”, voluto dal sindaco Sergio Abramo e dall’assessore all’Urbanistica, Modestina Migliaccio Santacroce, in cui è stata chiesta la partecipazione attiva di cittadini e professionisti. 

 

«La città di Catanzaro – ha detto il sindaco - avrà un moderno strumento urbanistico e darà impulso al percorso già avviato con lo studio Dinale, leader nel settore, che grazie all’esperienza maturata nel campo, potrà offrire il proprio importante contributo nella redazione del PSC, un modello operativo fondamentale per lo sviluppo della città. L’obiettivo è quello di pianificare al meglio gli interventi sul territorio, tutelandone l’integrità fisica ed ambientale anche alla luce delle trasformazioni emerse negli ultimi decenni, e delineare le scelte strategiche per la crescita economica e sociale».

 

A focalizzare l’attenzione sugli aspetti amministrativi del procedimento è stata l’assessore all’urbanistica Modestina Migliaccio Santacroce: «L’attività conoscitiva e valutativa posta a fondamento del processo di pianificazione - ha detto - si concretizzerà nella redazione di tre elaborati tecnici iniziali: il quadro conoscitivo (QC), la valutazione preventiva di sostenibilità ambientale e territoriale (VAS) ed il documento preliminare (DP). Questi elaborati costituiranno l’oggetto di analisi della Conferenza di pianificazione, prima tappa di concertazione istituzionale, a cui verranno invitati ad esprimere pareri e contributi sui documenti preliminari del PSC, gli enti territoriali e le altre amministrazioni preposte a cura degli interessi pubblici coinvolti, nonché le associazioni economiche e sociali. Un procedimento, con tempi certi, che sarà portato a compimento nel rispetto degli indirizzi urbanistici della Regione, degli strumenti di pianificazione previsti per legge, nonché delle linee guida già approvate dal Consiglio Comunale».

 

Collegato al redigendo Psc è anche il comprensorio di Giovino che, ha continuato l’assessore, «nel corso di questi mesi è stato al centro di un dibattito aperto, fortemente voluto dal sindaco, con l’obiettivo di garantire un percorso di trasparenza e concertazione sul futuro di un’area di particolare rilievo per la sua posizione e per le intrinseche valenze paesaggistiche ed ambientali». 

 

Hanno preso la parola durante l’incontro anche il responsabile unico del procedimento, Giuseppe Fregola, il dirigente del settore Urbanistica, Giuseppe Lonetti, e il responsabile dell’Autorità urbana Por Calabria 2020, Antonio De Marco. Sono seguite le relazioni tecniche dei progettisti incaricati per la redazione del Psc: il geologo Maurizio Costa e l’ingegnere Paolo Bagliani (Criteria srl); gli architetti Sergio Dinale (Studio D:RH architetti e associati) e Paola Rigonat Hugues (Studio D:RH architetti e associati).

 

 

Indagini sulla qualità della vita

A margine dell’incontro, il sindaco ha svelato di aver scoperto che gli uffici comunali non hanno mai risposto alle indagini Istat e di Legambiente, tra cui anche quella sulla qualità della vita che vede la città sempre nella parte bassa della classifica.

 

«Lo abbiamo scoperto in questi giorni insieme al mio Ufficio di Gabinetto – ha detto il primo cittadino – perché ci siamo accorti che come Comune non abbiamo mai risposto ad alcune schede che l’Istat e Legambiente inviano, come per esempio quelle sulla qualità della vita ed è per questo che siamo sempre in fondo alla graduatoria. Molte delle tante cose positive che abbiamo fatto, come rifiuti e verde pubblico, non sono mai state censite, quindi credo che dalle prossime indagini riusciremo a risalire con qualche punteggio in più». 

 

Daniela Amatruda 

 

 

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