Abbandonati sulla Via della seta: Oliverio critica l'esclusione di Gioia

VIDEO | Intervenuto a Catanzaro al congresso regionale di Legacoop, il governatore ha stigmatizzato le decisioni del Governo in merito agli accordi commerciali con la Cina che tengono fuori lo scalo portuale calabrese

di Rossella  Galati
25 marzo 2019
17:04
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«Avere escluso dalla “via della seta” il più grande porto di transhipment, di scalo merci d’Europa e tra i più grandi del mondo, è una scelta miope. Gioia Tauro, la portualità meridionale, è la porta naturale sul Mediterraneo. È una scelta miope e incomprensibile per il presidente della Regione Mario Oliverio l’esclusione del Porto di Gioia Tauro dagli accordi sottoscritti tra il Governo e il presidente della Repubblica cinese. Una scelta che il governatore, intervenendo a Catanzaro a margine del congresso regionale di Legacoop, per la sua seconda uscita pubblica dopo la revoca dell’obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore, definisce di chiara impronta anti-meridionalista. «È grottesco annunciare la convocazione di un consiglio dei ministri sulla base di una valutazione secondo la quale la Calabria è una terra abbandonata a se stessa e poi, nelle stesse ore, compiere scelte che non tengono conto della Calabria e delle sue potenzialità - ha aggiunto Oliverio -. Io ho scritto una lettera al presidente del Consiglio evidenziando questo dato. Il Governo del Paese non può affidarsi alla propaganda».

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