Primarie Pd, a Luzzi le schede valide sono più dei votanti: chiesto il commissariamento

Il componente della direzione provinciale Pd Cosenza Michele Dima: «Un affronto all'intelligenza di ognuno di noi, un attentato alla democrazia»

di Francesca  Lagatta
martedì 5 marzo 2019
11:00
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Primarie Pd
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Il numero dei votanti è 269, ma le schede valide per il conteggio finale sono 368. E' scritto così, tra lo sconcerto generale, sul verbale relativo alle votazioni per le primarie del Partito Democratico nel seggio di Luzzi valle (ex fornace Dima) e ora Michele Dima, componente della direzione provinciale Pd Cosenza, chiede l'invalidazione del seggio e il commissariamento della sezione locale del partito. «Dopo i brogli di domenica - ha scritto - ho appena inviato formalmente richiesta al segretario Luigi Guglielmelli e per conoscenza al commissario regionale Pd Calabria».

La rabbia nelle parole di Dima

«Dopo un attentato del genere alla democrazia da parte dei signori del Pd - scrive ancora il giovane attivista politico -, penso sia doveroso da parte di chi crede nella politica, chiedere formalmente che si ristabiliscano le regole democratiche. Stiamo cercando senza sosta di passare dalle parole ai fatti, è proprio così che vogliamo riconquistare la fiducia dei cittadini, che ormai non credono più nella politica. Non indietreggeremo fino a quando questa vicenda non sarà chiusa definitivamente, noi non abbiamo paura, noi affrontiamo la realtà a testa alta». 

Il documento

Il numero dei votanti, si fa presente nella missiva, non corrisponde al numero di schede scrutinate. A fronte di 269 votanti, le schede valide sono 368. «Questo oltre a essere un affronto all'intelligenza di ognuno - si legge ancora - è anche uno dei motivi per il quale molti di noi hanno difficoltà oggettiva nel portare amici e parenti a votare, dato che le primarie purtroppo a causa di questa gestione sembrano una farsa». Poi Dima affonda il colpo: «Se vogliamo dirla tutta, questi signori, con il segretario schierato in prima linea (Michele Leone, ndr) a gestire queste operazioni, fanno molto male al nostro partito e alla democrazia che il Pd dovrebbe garantire». Quindi conclude: «Per tutti questi motivi, chiedo che un partito gestito in maniera famigliare e con una mentalità chiusa finalizzata solo ai propri interessi, sia finalmente commissariato per poter aprire anche a Luzzi una nuova stagione e poter dare e avere fiducia e credibilità dalla gente che grazie a questi atti abbiamo ormai perso».

 

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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