Lamezia, il Pd ricorda i dipendenti comunali uccisi 28 anni fa

Francesco Tramonte e Pasquale Cristiano furono raggiunti mortalmente da diversi colpi di kalashnikov nel quartiere Miraglia

di Redazione
23 maggio 2019
15:24
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Cristiano e Tramonte
Cristiano e Tramonte

Una delegazione del Partito democratico di Lamezia Terme, guidata dal segretario della Federazione provinciale Gianluca Cuda, venerdì 24 maggio, prenderà parte alle cerimonie di commemorazione per il 28esimo anniversario della morte dei due dipendenti comunali Francesco Tramonte e Pasquale Cristiano raggiunti mortalmente da diversi colpi di kalashnikov nel quartiere Miraglia a Sambiase all’alba del 24 maggio 1991.


«Non si tratterà – è scritto in un comunicato di Cuda - solo del doveroso e sentito omaggio a due lavoratori caduti per mano della violenza mafiosa ma anche dell’esercizio del valore civile della memoria. Senza memoria storica, una comunità rischia di perdere e smarrire il significato e il senso profondo della propria identità culturale e civile. E, anche oggi, come allora, la città è chiamata a misurarsi con fenomeni che hanno pervaso parte delle istituzioni e che hanno portato al terzo scioglimento del Consiglio comunale».


Cuda ha proseguito sottolineando come «all’indomani di quell’efferato delitto la città dimostrò una capacita di reazione sociale e civile che diede una scossa profonda all’intera comunità che è servita a ricostruire il tessuto democratico e a rilanciare la città di Lamezia. La memoria è un possente strumento per capire e per rispondere alle sollecitazioni del presente. E il presente di Lamezia Terme è ancora fosco. La comunità, comunque, non deve abbattersi perché, come ha già dimostrato all’indomani di quel duplice delitto, può ancora offrire capacità, etica, impegno sociale e passione politica».


Alla luce di quanto esposto «il Pd lametino intende rivolgersi a tutta la comunità, cosciente della responsabilità che discende dall’essere forza politica democratica e radicata sul territorio, per aprire un confronto trasparente che possa dare il via a quella “rivoluzione sociale” di cui la città ha assoluto bisogno per risollevarsi, affrontando le tante criticità presenti, valorizzando le tante potenzialità esistenti, avanzando proposte e progetti in grado di dare risposte credibili e concrete alle istanze che i lametini manifestano».

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