A Lamezia nasce “La Costituente” per il bene comune della città

Un tavolo di lavoro aperto a politici, tecnici e a chiunque voglia aprire un’interlocuzione costruttiva, fuori e dentro le istituzioni, per valorizzare il territorio

di Redazione
12 settembre 2019
19:47
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«Dopo un anno di approfondimenti tematici aventi ad oggetto il “bene comune” e di riflessioni condivise sullo specifico della città di Lamezia Terme, prende forma “La Costituente per Lamezia Terme” e, cioè, la proposta di un tavolo di lavoro comune, che aggreghi politici, tecnici e chiunque aspiri a un dialogo e a un confronto veri, col desiderio di uscire insieme dalla grave emergenza in cui versa la città e contribuire alla giusta valorizzazione delle sue caratteristiche e potenzialità». Ad annunciarlo è una nota stampa dell’avvocato Antonio Mazza.

 

Mazza chiarisce che «per la difficile situazione in cui versa la macchina amministrativa, non è utile muoversi “in ordine sparso”. Anche l’idea dell’uomo solo al comando ha dimostrato, e continua a dimostrare, tutto il limite e il velleitarismo».

«Occorre mettersi insieme, anche a costo di sacrificare l’orgoglio di una propria specifica identità politica, sull’esempio dei padri costituenti, che ebbero il merito di accantonare, momentaneamente, steccati e divisioni, pur di costruire l’ossatura costituzionale della Repubblica Italiana» afferma l’avvocato.

 

«L’invito - continua Mazza - è a un impegno di tutti, cattolici e non, di sinistra e di destra, partiti politici e associazioni, perché ognuno (ogni cittadino, ogni ente) è risorsa utile per la ricostruzione condivisa delle fondamenta della vita sociale, dando spazio prioritario a tutti i corpi intermedi, luogo privilegiato in cui ogni cittadino condivida consapevolezze, capacità critiche e responsabilità».

 

«Un patto virtuoso, che aspiri a individuare, prima possibile, una intera squadra di amministratori, di levatura tecnica adeguata alle difficili condizioni in cui versano l’ente comunale e la cittadinanza intera» chiarisce. E conclude: «Un modello nuovo di fare politica, nell’ottica della discontinuità, senza ansie elettoralistiche, né logiche che antepongano la spartizione delle poltrone al bene comune, ma con la sola aspirazione di una interlocuzione costruttiva, fuori e dentro le istituzioni».

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