Rende, De Rose: «Manna un ibrido politico che ha lasciato irrisolti i problemi della città»

In un'intervista rilasciata al direttore di lacnews24.it, Pasquale Motta, per la trasmissione “L’Inviato Speciale”, il capogruppo di Rende cambia Rende sostiene che il sindaco oggi «tiene insieme  forze che, invece, insieme non dovrebbero stare. Se è vero che ci sono esponenti vicini al Pd nella sua maggioranza, ce ne sono altri schierati con Forza Italia»

di Pa. Mo.
mercoledì 18 luglio 2018
15:00
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Massimiliano De Rose e Pasquale Motta
Massimiliano De Rose e Pasquale Motta

Dopo il reportage sulla Legnochimica, proseguo il mio viaggio rimanendo sulle problematiche di Rende. Alla vigilia delle elezioni comunali del grosso comune del cosentino che sarà chiamato alle urne nel turno amministrativo della primavera del 2019 abbiamo avvicinato uno dei protagonisti della politica rendese.  Nell'elegante location dell’hotel Marconi, ospite de L’inviato speciale è Massimiliano De Rose capogruppo di “Rende cambia Rende”. Con lui abbiamo dialogato sui temi del momento.

Qual è la vostra posizione sulla vicenda di Legnochimica?

Pochi giorni fa la Procura si è opposta all'archiviazione per la vicenda dell'ex Legnochimica, non entriamo nelle questioni giudiziarie che sono di competenza della Magistratura. Per quanto riguarda la questione più propriamente politica della bonifica noi l’abbiamo affrontata fin dalla campagna elettorale del 2014. Non pare che in questi 4 anni siano stati fatti passi in avanti significativi e, quindi, di fatto, è un problema irrisolto. In questi 4 anni l'amministrazione Manna non è riuscita a trovare una soluzione. E' un problema molto serio, avevamo suggerito di affrontarlo in maniera condivisa con tutte le forze politiche anche con azioni eclatanti. Bisognerebbe forse coinvolgere altri livelli istituzionali. L'inquinamento delle falde deve interessare molti altri comuni.

 

In vista delle elezioni si parla sempre più spesso di un possibile asse comunale Manna-Adamo, la ritiene credibile?

Quella dell'amministrazione Manna è un'ambiguità che si trascina da anni. Una amministrazione che non ha una caratterizzazione netta. Possiamo dire che è un ibrido. Chi ha potuto ha sostenuto questa amministrazione. Il gruppo che farebbe riferimento a Manna ha rilanciato una sua candidatura che ha generato anche disagi da parte delle forze delle maggioranza. È presto per dire cosa accadrà. Ma Manna oggi tiene insieme  forze che, invece, insieme non dovrebbero stare. Se è vero che ci sono esponenti vicini al Pd nella sua maggioranza, ce ne sono altri schierati con Forza Italia. La coesistenza di queste due forze è ardito immaginarla insieme anche in futuro.

 

Quali sono le criticità dell’amministrazione Manna?

La maggiore criticità sta in un'ambiguità di fondo, in ogni atto amministrativo Manna ha l'esigenza di non scontentare gli uni e gli altri perché sono indispensabili per la sopravvivenza dell'amministrazione.  E’ evidente che c'è una sostanziale paralisi. A questa amministrazione è mancato il coraggio di combattere le battaglie annunciate in campagna elettorale, di incidere seriamente sulle criticità maggiori. Il centro storico era una di queste, la legnochimica è ferma al palo, la Rende servizi. Ci sono problemi che vanno affrontati in maniera radicale. Manna non ha interpretato il cambiamento predicato in campagna elettorale.

Cosa ci dice sul Parco Acquatico?

Opera importante, progettata anni fa e per cui sono stati spesi 21 milioni di euro. È stata completata e non ancora affidata. Da oltre un anno e mezzo è a rischio deterioramento. Questa amministrazione non ha colto il senso di quest'opera e le potenzialità. Ci si è concentrati sulle opere secondarie e collaterali. Ristoranti e bar. C'è stata un'inversione di prospettiva. È necessario immaginare per il parco acquatico a una soluzione diversa.

 

Ci sono voci di dissenso sull’eccessivo utilizzo agli incarichi esterni...

C'è un ricorso negli ultimi mesi molto frequente ad incarichi esterni che meritano una valutazione più approfondita. Rende è un comune in predissesto. Ci si avvicina alla campagna elettorale e forse tutti sono più attenti a certe logiche. Ma dovrà essere tutto ancora verificato. Sugli affidamenti sotto soglia abbiamo fatto richiesta degli elenchi. Li abbiamo ottenuti e abbiamo intenzione di verificarli in maniera approfondita. Vogliamo controllare solo che siano interventi congrui rispetto al costo sostenuto dall'Ente.

 

Altro problema la vicenda cimitero?

La questione risale a diversi anni fa. Noi l'abbiamo sollevata nel 2015 quando denunciammo la presenza di bare in attesa di tumulazione. Il sindaco ci disse che eravamo pretestuosi. A distanza di tre anni la situazione non si è risolta. E' evidente che è un problema serio per le famiglie che vivono questo dramma. Doveva essere una priorità per questa amministrazione. Adesso si parla dopo 4 anni di progetti futuri e soluzioni che arriveranno non si sa quando. Alcune cose non possono aspettare. Il sindaco avrebbe dovuto affrontare la questione con l'intero Consiglio comunale. Ma è stata solo appannaggio della maggioranza.

 

In questi giorni è scoppiata una polemica su di un concorso interno confezionato dal dirigente Infantino

A maggio dopo aver fatto una prima comunicazione riservata agli uffici ed  evidenziando irregolarità e successivamente ho presentato un'interrogazione. La durata dell'incarico non può superare quella del mandato del sindaco, invece, qui è triennale. Dagli atti sembrerebbe  un tentativo di aggirare le norme. Sono previsti titoli generici integrati da un semplice master nella pubblica amministrazione. Pare poi che ci sia una clausola di salvezza, a parità di titoli, infatti, ci si riserva con un colloquio di individuare la persona giusta. Avevo chiesto la revoca in auto tutela di questo avviso e un nuovo bando che rispondesse meglio a questi criteri. Il sindaco aveva riconosciuto l'errore sui 3 anni e si era impegnato a rettificare non rispose, invece, sulla richiesta di auto tutela del bando. Ora siamo alla fase di selezione tra gli idonei. E' evidente che ci sono anomalie che potrebbero consentire una scelta svincolata rispetto alle professionalità richieste.

 

La prospettiva politica di De Rose e del suo gruppo in vista delle elezioni?

Con il mio gruppo abbiamo fatto un incontro pubblico e abbiamo lanciato un appello a Rende affinché si renda conto dell'importanza del momento, cosa ci aspetta e quali sfide. Vanno messi da parte i personalismi. Sono fiducioso. I rendesi sono orgogliosi di essere rendesi e capiranno che sarà più importante mettere prima Rende. E' una responsabilità che tocca a tutti. Bisogna armarsi e organizzarsi sapendo di avere davanti un compito difficile. C'è bisogno di tutti i rendesi, Tutti dobbiamo sentirci sindaci e assessori a partire dai cittadini per far recuperare a Rende quel ruolo che le compete. Questi mesi saranno cruciali. Noi faremo la nostra parte, fiduciosi di poter dare un contributo a Rende per la prossima amministrazione.

 

L’intervista televisiva, andrà in onda mercoledì 18 luglio 2018 alle 23:00 nel corso della puntata de L’inviato Speciale condotta da Pasquale Motta.

 

Pa.Mo.

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Pa. Mo.
Giornalista
A questa noiosa e ipocrita lagna del clero, sulla famiglia, rispondo con una citazione di Ronald David Laing, un noto psichiatra inglese:”La famiglia si può immaginare come una ragnatela, un fiore, una tomba, una prigione, un castello.” Da dirigente comunista e diessino, sono stato un fedele soldato del Politìchesckij Bjurò ora da democratico, nell’era del “pensiero leggero”, sono un anarchico, controcorrente e provocatore. Mi stanno sulle balle,  i pomposi intellettuali post-comunisti, peggio se, con la puzza sotto il naso. Sono freddo e passionale, rosso e nero. Non mi fido delle tonache; nere, rosse, giudiziarie o clericali. Bigotti, puritani e moralisti li darei volentieri in pasto al “gorilla” di De Andrè, ai razzisti  farei fare un’esperienza in quei campi con la scritta: “il lavoro rende liberi”. Presuntuoso? Può darsi! Rompicoglioni! Certo! Se parlo, conosco, se non conosco, sto zitto! Per dirla come  Theodor W. Adorno:  “La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. Amo questa frase di Vittorio Foa: “il sogno può accompaganre la vita ma non deve determinarla. Quando scegli non devi sognare, tu sei responsabile”. Caratterialmente mi si addice questa citazione frase di  Winston Leonard Spencer Churchill: “Combatteremo sulle spiagge, combatteremo sui luoghi di sbarco, nei campii nelle strade e nelle montagne. Non ci arrende­remo mai…”

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