Forza Italia, in Calabria decide Tajani. Obiettivo: un grande progetto inclusivo

Si può dire che la riunione a palazzo Grazioli tra Salvini, Meloni e Berlusconi ha aperto la marcia di FI verso la conquista del decimo piano della Cittadella. A seguire la pratica calabrese non sarà l'ex Cavaliere ma il presidente del Parlamento Europeo, il quale conta di chiudere la partita entro febbraio. Il fine attuale è quello di allentare la tensione della coordinatrice regionale Santelli per il crescente ruolo di Antonio Gentile e Piero Aiello e del senatore Marco Siclari. Tallini da Catanzaro plaude all’accordo romano e pensa a una alleanza che vada oltre il centrodestra

di Pa. Mo.
venerdì 21 settembre 2018
20:01
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A palazzo Grazioli nel summit tra Meloni, Salvini e Berlusconi si conferma di fatto l’alleanza strategica della Lega con il centrodestra. Tutto normale afferma il Presidente della Camera Fico, «La Lega costruisce le sue alleanze sui territori - esplicita Fico - con il centrodestra di sicuro andrà alle elezioni regionali. Il M5S, come al solito, andrà da solo». Le decisioni prese intorno ad un arrosto e ad una parmigiana di melenzane hanno dunque aperto una schiarita anche in relazione alle dinamiche nel centrodestra calabrese. Secondo una logica di ripartizione dei candidati a presidente, stabiliti dagli illustri commensali, la Calabria toccherà a Forza Italia. 

 

Scongiurata, dunque, l’ipotesi di una alleanza giallo-verde che si vociferava potesse essere sperimentata nella nostra regione, a questo punto per il centrodestra calabrese  si tratterà di abbassare le tensioni e le divisioni che pur si registrano. Lavoro complesso e delicato,  considerato i protagonisti dello scontro interno. Proprio per questi motivi,  la pratica è stata avocata  da Antonio Tajani, il quale intende puntare  ad una alleanza larga che comprende  i fratelli Gentile e Piero Aiello. D’altronde, il rapporto tra il Presidente del parlamento europeo e l’ex sottosegretario Tonino Gentile è noto, sembra che sia stato proprio Tajani il regista del grande ritorno di Gentile in Forza Italia. Una scelta questa non molto gradita alla coordinatrice dei forzisti calabresi, Jole Santelli. In crescita anche il ruolo del senatore Marco Siclari, lo si comprende dal fatto che, proprio oggi pomeriggio, iniziava a Fiuggi un importante appuntamento nazionale di Forza Italia all’insegna dell’Europa, in tale convegno che sarà concluso proprio da Silvio Berlusconi,  è previsto solo l’intervento del senatore Siclariper la Calabria. Un segnale? Un caso? In politica la casualità è materia poco commestibile. Le tensioni, dunque, potrebbero salire ancora  alle latitudini della coordinatrice regionale di Forza Italia.

 

Tuttavia, sul tavolo, la partita è grossa, soprattutto dopo la ritrovata intesa con la Lega che affida proprio a Forza Italia la guida della coalizione per le regionali.  La vittoria è a portata di mano,  si può dire che si trovi ad un tiro di schioppo, e non potranno essere tensioni, gelosie o quant’altro a guastare il clima crescente d’entusiasmo tra le file del centro destra calabrese per questa opportunità di rivincita. Tajani saprà chiudere il cerchio tra  personaggi di peso come i Gentile, Aiello, lo stesso Siclari, Occhiuto e la Santelli. E’ la politica bellezza: l’arte del possibile, l’arte della mediazione. Lo comprende bene unpragmatico animale politico come Mimmo Tallini, il quale, nell’accogliere benevolmente le buone notizie romane, va dritto alla sostanza: «Si parte dall'alleanza tra Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia per poi aprire, successivamente, ad altre forze moderate (penso all'Udc, al Cdu) e ai movimenti civici interessati ad una politica di cambiamento». Tallini comprende, infatti, che dalla frana del blocco che attualmente sostiene Mario Oliverio si può aprire una prateria tutta da conquistare. Un’impostazione che, almeno da quanto trapela, sembra sia particolarmente gradita ad Antonio Tajani. La linea che sembra prevalere, dunque, è quella del tutti dentro da Gentile e Aiello, a Santelli e Occhiuto, e, forse, anche qualche altra aggregazione proveniente dal centrosinistra che da tempostrizza l’occhio al centrodestra in chiave anti Oliverio. Si comprenderà meglio via via che maturano i tempi. Fino ad allora dimenticatevi il toto Presidente. Tajani ha fatto sapere che prima di febbraio nessuna decisione sarà presa.

 

Pa.Mo.

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Pa. Mo.
Giornalista
A questa noiosa e ipocrita lagna del clero, sulla famiglia, rispondo con una citazione di Ronald David Laing, un noto psichiatra inglese:”La famiglia si può immaginare come una ragnatela, un fiore, una tomba, una prigione, un castello.” Da dirigente comunista e diessino, sono stato un fedele soldato del Politìchesckij Bjurò ora da democratico, nell’era del “pensiero leggero”, sono un anarchico, controcorrente e provocatore. Mi stanno sulle balle,  i pomposi intellettuali post-comunisti, peggio se, con la puzza sotto il naso. Sono freddo e passionale, rosso e nero. Non mi fido delle tonache; nere, rosse, giudiziarie o clericali. Bigotti, puritani e moralisti li darei volentieri in pasto al “gorilla” di De Andrè, ai razzisti  farei fare un’esperienza in quei campi con la scritta: “il lavoro rende liberi”. Presuntuoso? Può darsi! Rompicoglioni! Certo! Se parlo, conosco, se non conosco, sto zitto! Per dirla come  Theodor W. Adorno:  “La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. Amo questa frase di Vittorio Foa: “il sogno può accompaganre la vita ma non deve determinarla. Quando scegli non devi sognare, tu sei responsabile”. Caratterialmente mi si addice questa citazione frase di  Winston Leonard Spencer Churchill: “Combatteremo sulle spiagge, combatteremo sui luoghi di sbarco, nei campii nelle strade e nelle montagne. Non ci arrende­remo mai…”

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