Fi, non si ferma la diaspora: a Crotone il clamoroso addio del vicecoordinatore

Dopo le dimissioni di Pino D'Ascoli a Reggio Calabria, arriva l'abbandono di Salvatore Pacenza del partito della provincia pitagorica che lascia gli azzurri non ritrovandosi più nell'attuale gestione verticistica che sta facendo implodere il partito in Calabria, specialmente dopo l'accelerazione su Mario Occhiuto

di Riccardo Tripepi
15 ottobre 2019
20:30
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Salvatore Pacenza
Salvatore Pacenza

Continua la slavina dentro Forza Italia dopo gli scontri interni alla coalizione di centrodestra innescati dall’accelerazione sul nome di Mario Occhiuto come candidato alla carica di governatore. Né l’ennesima forzatura del coordinamento regionale, né lo scontro con gli alleati sono stati condivisi da molti esponenti azzurri e la sensazione e che Jole Santelli e i fratelli Occhiuto potrebbero diventare ben presto generali senza esercito.

Dopo l’abbandono del consigliere comunale Pino D’Ascoli a Reggio Calabria, dopo una militanza di 15 anni tra gli scranni di palazzo San Giorgio, adesso è la volta di Salvatore Pacenza a Crotone. L’ex consigliere regionale, nonché presidente della Commissione “Sanità” durante la precedente legislatura, con una nota stampa ha informato della sua decisione di abbandonare la carica di vice coordinatore provinciale.

 

«Quando nel febbraio accettai l'invito del coordinatore provinciale Sergio Torromino di ricoprire il ruolo di Vice Coordinatore Provinciale – scrive Pacenza - ero animato da un ritrovato entusiasmo e da fieri propositi di contribuire a rilanciare l'impegno dei moderati nel nostro territorio senza aneliti di sovranismo e di bieco populismo. Non vi era nessuna intenzione di preparare scalate o organizzare candidature per le prossime competizioni elettorali. Avevo accantonato anche pregresse diatribe interpersonali sfociate  in giudizi non molto lusinghieri sul mio operato politico. Avevo soltanto voglia di tornare a fare politica, dopo aver percorso indenne, una fase travagliata delle istituzioni Regionali, e dimostrato, pur con tanti limiti, di essere in grado di reggere il confronto nelle varie articolazioni della res pubblica. Purtroppo – afferma ancora Pacenza - progressivamente constatavo che le mie intenzioni si scontravano con un muro di indifferenza che determinava uno stato di abbandono  avvilente, il tutto compatibile con la linea politica nazionale sempre meno chiara, senza una parvenza di condivisione nelle decisioni verticistiche, con  malriusciti tentativi di contrastare, nell’ambito del centrodestra, posizioni sovraniste».

 

E poi l’attacco, preciso e circostanziato agli attuali vertici del partito, seppure mai nominati direttamente.

«Non è mio costume puntare il dito o attribuire responsabilità, ma è chiaro che questo stato di cose, difficilmente confutabile, è stato determinato da attori protagonisti che, nella migliore delle ipotesi, sono stati impegnati in vicende ritenute più importanti rispetto a preservare ed implementare il tessuto connettivo di un movimento che per lungo tempo ha garantito la rappresentatività nelle istituzioni dei moderati. In questo contesto quindi, la mia dignità politica e personale, mi impone, come atto conseguenziale, un disimpegno con irrevocabili dimissioni dal ruolo di vice coordinatore Provinciale, con la speranza che il tempo possa attutire l’attuale profonda delusione e far riemergere impegno e passione».

Salvatore Pacenza, raggiunto telefonicamente, specifica inoltre che l’abbandono della carica politica coincide con l’addio a Forza Italia che continua a dissolversi nell’indifferenza dei suoi vertici regionali.

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Riccardo Tripepi
Giornalista

Riccardo Tripepi, avvocato del foro di Reggio Calabria e giornalista pubblicista, collabora da oltre venti anni con periodici e quotidiani, locali e nazionali, occupandosi prevalentemente di politi...

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