Cosenza, il Comune si sgretola tra dipendenti senza stipendio e crisi politica

Salta la seduta del consiglio per mancanza del numero legale mentre nel Salone di Rappresentanza i dipendenti senza stipendio proclamano lo stato di agitazione

di Redazione
19 dicembre 2019
12:17
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Palazzo dei Bruzi si sta sfaldando sotto la scure dei conti in rosso e di contestazioni già da tempo percepite sotto la cenere, oggi in parte già esplose, in parte pronte a deflagrare. I dipendenti comunali sono tornati a reclamare le spettanze di dicembre e della tredicesima, insieme agli operatori delle cooperative. Riuniti in assemblea nel Salone di Rappresentanza, hanno chiesto risposte ai livelli tecnici e politici dell’amministrazione. Ma le notizie non sembrano confortanti. Il sindaco assicura i pagamenti già nelle prossime 48 ore. In realtà però, il Municipio ha di fatto le mani legate, ostaggio della tesoreria dove i soldi ci sarebbero pure, ma vincolati in vista dell’ormai prossima scadenza del prestito erogato ad inizio 2019, dalla Cassa Depositi e Prestiti.

Somme accantonate e non erogabili

Si tratta di un’anticipazione da 19 milioni di euro che bisognerà restituire al 31 dicembre. L’Ubi Banca, titolare della gestione della cassa, aveva già comunicato espressamente che gli stipendi sarebbero stati liquidati soltanto in presenza degli accantonamenti necessari a soddisfare il credito della Cdp. Tra i fondi congelati peraltro, oltre al gettito di Tari ed Imu che proprio in questi giorni sta affluendo sul conto corrente di Palazzo dei Bruzi, vi sono anche i circa tre milioni e duecentomila euro versati dai sindaci dell’Ato 1 per il servizio di trattamento e smaltimento dei rifiuti. Soldi che Cosenza, in qualità di comune capofila dell’Ambito Territoriale Ottimale, avrebbe dovuto girare alla Regione e che sono rimasti invece impigliati in questa sorta di ragnatela tessuta dal tesoriere.

Salta il consiglio comunale

La protesta dei lavoratori è coincisa anche con la convocazione del Consiglio comunale, saltato per mancanza del numero legale. Già nella giornata di ieri, 18 dicembre, sia Giuseppe D’Ippolito e Annalisa Apicella del gruppo Cosenza Positiva, espressione di Fratelli d’Italia, sia gli esponenti della Piattaforma, avevano annunciato di voler disertare i lavori. D’Ippolito e Apicella, pur organici alla maggioranza, per manifestare il proprio dissenso alla pervicacia del sindaco Mario Occhiuto di non voler apportare alcun tipo di correttivo al governo della città che ha condotto il Comune verso il dissesto. La Piattaforma, per bocca di Marco Ambrogio, ha scelto invece di dare forfait in segno di solidarietà proprio verso i lavoratori privi di stipendio.

La diffida nei confronti della banca

Tra l’altro, proprio la Piattaforma ha lamentato in una nota, la presunta irregolarità del blocco operato dalla tesoreria, ritenendo che il credito vantato dalla Cassa Depositi e Prestiti non possa essere privilegiato rispetto a quello maturato dagli impiegati: «Questo debito deve essere trattato come tutti gli altri contratti negli anni – si legge nel comunicato - Per cui, in virtù del dissesto dichiarato, deve essere gestito dalla Commissione del Mef in procinto di insediarsi. Per tale effetto, la banca deve immediatamente liquidare gli stipendi dei dipendenti comunali e del personale delle cooperative sociali». Secondo quanto comunicato dai consiglieri della Piattaforma, il dirigente dell’avvocatura comunale, Agostino Rosselli, ha in tal senso diffidato l’istituto bancario.

Il giallo dei premi distribuiti ai dirigenti e le altre criticità

La rabbia dei dipendenti comunali si è poi acuita quando si è diffusa l’indiscrezione dell’avvenuta concessione del premio per il raggiungimento degli obiettivi ai dirigenti esterni decaduti all’indomani della dichiarazione di dissesto: «Quali sarebbero gli obiettivi raggiunti? Quelli di aver condotto il Comune alla bancarotta?» ripetono all’unisono i dipendenti in attesa di essere pagati. I sindacati, su questo aspetto, hanno chiesto di accedere agli atti per una verifica. In ogni caso lo stato di agitazione non cesserà finché non saranno concretamente erogate le retribuzioni. Ma ci sono altre e non meno urgenti criticità. Nelle ultime settimane è emerso il caso degli assistenti agli alunni disabili per i quali non sono state impegnate le somme dovute, quello del servizio mensa nelle scuole, in scadenza e non ancora appaltato, quello della cooperativa di gestione degli asili nido in arretrato di circa 700 mila euro, in procinto di interrompere le attività, con gravi ripercussioni sulle famiglie.

La tegola in arrivo dalla Sorical e le fibrillazioni politiche

E poi, dulcis in fundo, la settimana scorsa il Tar ha dato torto al Comune in una delle tante vertenze aperte con Sorical, concedendo alla Società di gestione delle risorse idriche, il via libera ad un decreto ingiuntivo pari a circa sei milioni di euro, a saldo di forniture non pagate, in attesa che i magistrati amministrativi si esprimano nel merito delle contestazioni avanzate da Palazzo dei Bruzi su alcune bollette, nell’udienza convocata per il 20 febbraio 2020. A questo poi si aggiungano le fibrillazioni politiche che stanno investendo Mario Occhiuto. Non tanto e non solo per la ritrosia della Lega nel concedergli la candidatura alla presidenza della Regione. Da tempo anche Fratelli d’Italia, pur mantenendo in consiglio un sostanziale appoggio, ha assunto una posizione decisamente critica nei confronti del primo cittadino; Jole Santelli poi, è andata via sbattendo la porta, lasciando vacante la poltrona di vicesindaco; inoltre alcuni membri dell’assise appartenenti a Forza Italia, hanno già manifestato la volontà di voler seguire il partito nel caso in cui il sindaco dovesse decidere per una corsa autonoma verso la Cittadella di Germaneto, alla guida di una coalizione civica.

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