Cetraro, “rimpastino” di giunta: Barbara Falbo al posto di Cesareo

La consigliera comunale è compagna di partito dell'assessore dimissionario, entrambi iscritti al movimento di Orlandino Greco Italia del Meridione

di Francesca  Lagatta
domenica 14 ottobre 2018
10:15
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Barbara Falbo, già consigliere comunale, nominata assessore al posto del dimissionario Tommaso Cesareo. È questo il cambiamento sostanziale contenuto nel decreto emesso dal sindaco di Cetraro nella giornata di ieri. 

Cesareo, che aveva rassegnato le dimissioni lo scorso 27 agosto, secondo alcune indiscrezioni, manterrà comunque le deleghe di Sport e Turismo. Alla Falbo, che è sua compagna di partito, essendo entrambi iscritti al movimento politico Italia del Meridione, verranno assegnate le deleghe lunedì prossimo, benché fossero attese in mattinata. Il sindaco Aita, a ogni modo, lo stesso lunedì potrebbe rimodulare le assegnazioni ad ognuno.

Il nuovo esecutivo rimane per il resto invariato: Fabio Angilica è ancora vicesindaco, mentre vengono riconfermati assessori Massimiliano Vaccaro, Maria Aita e Gabriella Luciani. 

Il peso della crisi

Per alcuni si tratta di ordinarie incomprensioni, per altri di una vera e propria mossa a scacchi in previsione delle elezioni regionali calabresi, fatto sta che l'addio di Tommaso Cesareo alla giunta di Angelo Aita ha aperto una voragine sfociata in una crisi turbolenta, che ha messo tutti contro tutti. 

Qualche giorno fa il consigliere regionale cetrarese Giuseppe Aieta era stato costretto a richiamare tutti alle proprie responsabilità, soprattutto dopo che, a pochi giorni dalla firma di Aita a supporto della candidatura di Mario Oliverio, la frattura tra maggioranza, opposizione piddina e socialisti sembrava insanabile. 

Così, dopo giorni di veleni e di silenzi, il sindaco di Cetraro ha rotto gli indugi e ha dato il via al rimpasto di giunta piazzando un nome che sembrerebbe mettere d'accordo amici e detrattori perché non farebbe torto a nessuno. La decisione sarebbe stata così azzeccata che alcuni nella nomina di Barbara Falbo ci vedono la volontà di riaprire a tutti il dialogo politico, nella massima serenità. 

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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