Cardiochirurgia di Catanzaro, è guerra aperta tra Oliverio e Cinquestelle

I parlamentari dell’M5s giustificano il taglio ministeriale e chiedono ulteriori controlli: «Ateneo che si autocelebra ma non funziona». Il governatore: «Sfregio alla Calabria»

di Redazione
mercoledì 18 luglio 2018
16:44
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«Gli interessi della Calabria sono stati sfregiati in modo inusitato e ingiustificato». Lo ha detto il presidente della Regione, Mario Oliverio, parlando con i giornalisti a margine di un incontro sull'edilizia sportiva, con riferimento alle polemiche per la mancata assegnazione da parte del Miur di un posto ministeriale da specializzando, come è avvenuto negli anni passati, nella scuola di specializzazione in cardiochirurgia dell'Università di Catanzaro.

 

Le parole di Oliverio

«La questione - ha aggiunto Oliverio - la si può girare come si vuole, ma c'è un dato di fatto: la Regione sta investendo con proprie risorse in direzione delle specializzazioni, in particolare per la cardiochirurgia in accordo con l’Università di Catanzaro abbiamo definito un programma che purtroppo, ahinoi, ha avuto in questa fase una strozzatura da parte del governo nazionale. Il Miur - ha rilevato il presidente della Regione - ha sempre prestato ascolto a questo nostro sforzo accogliendo la richiesta di allargare le specialità negli anni precedenti, oggi invece attua una stroncatura assolutamente inconcepibile e incomprensibile. Ho visto che un parlamentare, probabilmente perché ai primi passi e quindi non abituato ad approfondire ma a parlare in libera uscita senza riflettere, ha parlato di colpa di Oliverio o del rettore, ma né Oliverio né il rettore c'entrano in questa vicenda. Qui - ha affermato - ci sono decisioni che ha assunto il Miur, che, fino a prova contraria, ha un ministro espressione di un governo e di una maggioranza, quella eletta il 4 marzo».

 

Oliverio ha poi osservato: «Mi permetto di fare un richiamo a una impostazione meno propagandistica e meno elettoralistica, perché' le elezioni si sono tenute il 4 marzo, ed è il caso di evitare di dire parole in libera uscita. Mi appello a tutti i parlamentari calabresi affinché' facciano prevalere gli interessi della Calabria a quelli di bottega o di appartenenza, e in questo caso - ha concluso - è evidente che gli interessi della Calabria sono stati sfregiati in modo inusitato e ingiustificato».

 

I Cinquestelle chiedono altri controlli

Appello destinato a cadere nel vuoto se si considera il tenore di quanto dichiarato contestualmente dai deputati 5stelle Giuseppe d'Ippolito, Francesco Sapia, Paolo Parentela, Dalila Nesci e Alessandro Melicchio, che hanno chiesto con un'interrogazione al ministro dell’Università, Marco Bussetti, di «verificare la documentazione e le dotazioni dell'ateneo per tutte le scuole di specializzazione».
Nel testo si legge che per la scuola di Pediatria, con diverse criticità, i numeri di posti letto «di degenza ordinaria inseriti nel computo della attività sarebbero solo di esclusiva pertinenza dell'Azienda ospedaliera di Catanzaro, il che occorrere accertare».

 

Nell'interrogazione vengono pure riassunte le carenze rilevate dal Miur a proposito della scuola di Cardiochirurgia, «risultata l'ultima tra le 23 della tipologia accreditate dall'Osservatorio nazionale per l'anno accademico entrante» e pertanto non destinataria di contratti di formazione, finché nel 2018 non raggiungerà «gli standard assistenziali» e formativi.

 

«Ateneo che si autocelebra»

Presa di posizione che si fa ancora più esplicita quando gli stessi deputati, insieme alla senatrice del M5s Bianca Laura Granato, precisano: «Anche secondo l'Agenzia nazionale di valutazione del Sistema universitario, a Catanzaro ci sono aspetti molto problematici, su cui la politica nostrana ha volutamente chiuso gli occhi. Basta con l'autocelebrazione dell'ateneo, da sempre amplificata dalle volpi dei vecchi partiti calabresi, che hanno tratto molto vantaggio dal lasciare un comodo andazzo di potere. L’Università di Catanzaro ha avuto e continua ad avere- affermano - una montagna di denaro, anche per il suo policlinico e a riguardo in modo illegittimo. Ciononostante lì non c’è Pronto soccorso né attività d'urgenza. È tempo - concludono i parlamentari 5stelle - che all’Università di Catanzaro la smettano col vittimismo strumentale e che si rimbocchino le maniche per rimediare a pessimi risultati in ambito sanitario, i quali mortificano gli studenti, i docenti che hanno voglia di lavorare e l'intera Calabria».

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