Il Parco del Pollino si fa subito notare, e spesso riesce a impressionare, per una natura aspra e varia. Impetuose e solenni le sue montagne, maestosi i boschi e i torrenti, e poi la flora e la fauna che presentano tratti di vera unicità. Ma non è secondario il settore agroalimentare che abbiamo scoperto nella prima puntata di Terra mia, il format condotto da Franco Laratta, in onda domenica alle ore 12.

Caratterizzato da una assai interessante produzione tipica, che costituisce una peculiarità del territorio, tanto da lasciare stupiti i visitatori. I visitatori più attenti possono condividere l'armonia tra l’uomo e la natura con i prodotti tipici del Pollino.

 E se il peperoncino rosso piccante non manca mai in qualsiasi tavola calabrese, sul Pollino, ma anche nelle aree limitrofe e fino alle coste, spicca la grande passione per il deliziosissimo peperone crusco, simbolo del Pollino nel versante Lucano e in quello calabrese. Il peperone crusco ha segnato l’identità e la storia di queste popolazioni sin dal 1600. 

Altro punto di forza dell’area è il pane "cafone" del Pollino Calabrese, che si può facilmente trovare tra i comuni di Cerchiara di Calabria e San Lorenzo Bellizzi, nel cuore del Parco. Cotto nel forno a legna e realizzato con lievito madre non liofilizzato secondo la tradizione montanara.

A Cerchiara sorge il Museo del Pane, dove  è possibile vedere gli attrezzi originali e seguire il processo che porta alla produzione del pane di Cerchiara con il marchio del Parco Nazionale del Pollino. Un pane particolarissimo nella forma, ma soprattutto perché riesce a mantenersi fragrante e saporito fino a 15 giorni dopo l’uscita dal forno. Nel museo si coglie la storia dell’antica civiltà. Cerchiara viene da sempre chiamata Città del Pane.